PORTAVECCHIA.
IL PROGETTO ESEGUITO DAL COMUNE E’ IN CONTRASTO CON IL CODICE DEI BENI CULTURALI.
L’art.12 del Decreto Legge n.42 del 2004 stabilisce che tutti gli immobili pubblici esistenti e realizzati da oltre 70 anni sono considerati “beni vincolati” e sottoposti alla diretta vigilanza della Sovrintendenza del Ministero, a cui spetta la verifica del vincolo.
Attraverso la visione delle foto storiche e le testimonianze degli anziani vissuti nel luogo, in assenza di documentazione negli archivi, si può desumere con maggiore approssimazione la datazione delle varie trasformazioni urbanistiche della zona di Cala Portavecchia.
Alla fine dell’Ottocento l’area di Cala Portavecchia era uno spiazzo in terra battuta, più basso dell’attuale livello, collegato al Torrente S. Donato scorrente nell’alveo del fossato di S. Matteo l’Arena.
Verso la fine della prima guerra mondiale fu realizzato lo stabilimento balneare con palafitte in legno, cabine e stuoie dei Fratelli Calderaro.
Ai primi anni dopo la seconda guerra mondiale fu realizzata la sistemazione dell’intera zona, eseguita dall’impresa Di Mola, con la costruzione della nuova via Procaccia, del piazzale di sosta e di accesso al centro storico, della muraglia e della balconata dell’arenile.
Negli anni ’80 fu completato il sistema fognario, compreso l’elettropompa di sollevamento, che convoglia le acque luride, attraverso il percorso del centro storico, fino al depuratore posto a nord della città. Negli ultimi anni, con l’afflusso di migliaia di turisti, l’intero sistema si è rivelato insufficiente, da cui i problemi di perdite a mare dei liquidi fognari.
L’attuale opera, definita come “Riqualificazione della zona INA Casa e dell’area di Portavecchia, finanziata con i fondi del PNRR e del Comune, i cui lavori sono in corso, è stata progettata nelle linee di massima da un Raggruppamento Temporaneo di 10 Tecnici, coordinati dall’architetto Domenico Capitanio, definita e appaltata con progetto esecutivo della Società Valori di Roma, ditta vincitrice per 2,8 milioni di euro, che si avvale di altre ditte in subappalto di Taranto e di Locorotondo.
Alla data del 25 dicembre 2025, i lavori sono stati eseguiti parzialmente.
In base al Capitolato d’appalto dovrebbero essere consegnati al 31 marzo 2026.
Essi riguardano lo scavo del piazzale, la sistemazione provvisoria delle reti idriche e fognarie da parte dell’Acquedotto, elettriche dell’Enel, del gas da parte dell’Italgas, l’eliminazione completa della balconata, il parziale smantellamento della muraglia, l’abbassamento e la sistemazione pedonale di via Procaccia. La sistemazione definitiva delle opere, in particolare quella della nuova elettropompa di sollevamento della fogna, dovrà essere ancora finanziata e affidata agli Enti preposti.
Proprio per tutelare il valore storico e l’identità della città il prof. Stefano Carbonara, aveva presentato all’inizio dei lavori avvenuto il 7 aprile 2025, un esposto alla Procura, alla Corte dei Conti, alla Sovrintendenza e agli altri Enti responsabili.
A questo esposto il Comune, nel settembre 2025, ha risposto incaricando l’avvocatura del Comune di denunciare il prof. Carbonara per diffamazione.
Le ultime dichiarazioni dell’assessore ai lavori pubblici Cristian Iaia confermano che il Ministero abbia richiesto l’osservanza della legge nazionale con la conservazione dei caratteri storici dell’area, per cui non potrà realizzarsi l’alterazione totale dei luoghi, come previsto dal progetto approvato.
Sarebbe opportuno e doveroso che la cittadinanza venisse informata in modo dettagliato e documentato sui fatti, sui costi e sui tempi dei lavori in corso e che si rispondesse alle domande:
Perché non si è tenuto conto, prima di approvare e appaltare i lavori, di tutti questi elementi?
Perché gli amministratori e i dirigenti tecnici comunali, che hanno approvato un’opera che costa già quasi 4 milioni di euro, non considerando i milioni di euro a carico del Comune, necessari ancora per l’Acquedotto per procedere al risanamento dell’impianto di sollevamento della fogna, hanno ignorato la situazione?
Perché l’area di sosta e di accesso al Centro Storico, come voluto dai nostri avi, mantenuta per oltre 70 anni, è stata alterata così gravemente?
Si allegano foto storiche tratte dal libro “Monopoli ti ricordi” di S. Carbonara, planimetria del progetto approvato, foto dei presenti all’inaugurazione dei lavori, esposto del prof. Carbonara, incarico del Comune per denuncia per diffamazione, foto dei lavori in corso, quadro degli interventi previsti dal progetto approvato.
FOTO STORICHE
FOTO NEL TEMPO
ESPOSTO DEL PROF. STEFANO CARBONARA
FOTO INAUGURAZIONE LAVORI MARZO 2025


















