Il 21 gennaio 1900 il Consiglio delibera il bando di un Concorso pubblico per la costruzione dell’impianto di illuminazione a luce elettrica per i bisogni pubblici e privati.
La spesa da lire 120.000 è elevata a lire 130.000, viste le omissioni del commissario Mameli circa il pagamento dell’ingegnere progettista, allo scopo di avere un progetto veramente rispondente, oltrochè ai crescenti progressi della scienza, agli interessi eziandio del Comune dal lato finanziario.
Il 30 luglio si riunisce in seduta straordinaria il Consiglio Comunale:

Comunicazioni del sindaco Sanvito per la morte del Re d’Italia Umberto I, assassinato dall’anarchico Bresci.
Si delibera di intitolare alla sua memoria il corso principale della città.
Nell’agosto del 1901 muore il sindaco Francesco Morelli, che viene surrogato dall’avvocato Attilio Sanvito.

È approvato il Regolamento degli Stradini Comunali firmato dal sindaco ing. Francesco Morelli e dal segretario Primo Ortolani. Il personale è formato da un ispettore, un capo stradino e 10 stradini.
Vengono specificati i compiti e i doveri:
Spazzare le strade e sfangarle prima di imbrecciarle, pulire tutti i fossi di scolo, rimazzare il brecciame ammanito sulle strade, spargere detto brecciame sul capo strada, le raschiature e spazzature di letami saranno accumulate e cedute ai pro prietari frontisti, sono tenuti allo sgombero di nevi.
È vicesegretario comunale Achille Insanguine.
Nell’ottobre 1902 si tengono le elezioni per il rinnovo parziale dei consiglieri.
1902
Consiglieri comunali Affatati Giuseppe, Albanese Giovanni, Argento Alessio dottore, Boggiano Giovanni, Capitanio Domenico, Capitanio Luigi dottore, D’Erchia Sante ingegnere, De Martino Carlo, Fera Scipione, Fiume Orazio, Gentile Antonio, Gigante Giuseppe, Longo Cesare, Losavio Pasquale, Manfridi Pietro, Martinelli Francesco Paolo, Masulli Felice professore, Menga Nicola, Mengano Antonio, Munno Vincenzo, Palmieri Alessandro, Pugliese Filippo, Rotolo Pietro, Sanvito Attilio, Sanvito Cosimo, Siciliani Saverio, Stama Leonardo, Vadalà Paolo, Zaccaria Giovanni.
Viene rieletto sindaco Attilio Sanvito, nel corso di una concitata riunione in cui il consigliere Nicola Menga solleva eccezioni di incompatibilità per due consiglieri e per lo stesso sindaco neo eletto, motivate da rapporti di parentela con dipendenti del Comune o per legami finanziari con l’amministrazione.
Votano soltanto in 16, si astengono in 14.
Il 4 febbraio 1903, per abusi perpetrati al porto nelle operazioni di scarico della pozzolana nel grande magazzino comunale al Castello, il prefetto scioglie il Consiglio Comunale e nomina Commissario il ragioniere Carlo Durante.
Si torna a votare il 26 luglio. Gli elettori sono 780.
Consiglieri comunali Sacco Nicola fu Pietro, Muciaccia Giacinto fu Francesco, Piepoli Giacomo fu Giacomo, Palmieri Goffredo fu Francesco, Piepoli Vincenzo fu Giacomo, Brescia Vito Vincenzo fu Giovanni, Cacace Orazio di Francesco, Lapenna Angelo fu Donatantonio, Capitanio Vito fu Giambattista, Losavio Vitantonio fu Sebastiano, Guida Martino di Alessio, Albanese Raffaele di Marco,Trevisani Domenico fu Francesco, Munno Vincenzo fu Gregorio, Turchiarulo Giovanni fu Francesco, Giannoccaro Francesco fu Giambattista, Affatati Francesco Paolo fu Tommaso, Affaitati Tommaso fu Francesco, Fera Francesco di Scipione, Manfridi Clemente di Giuseppe, De Martino Carlo fu Giuseppe, Pugliese Sebastiano fu Luca, Siciliani Saverio fu Benedetto, Menga Nicola di Gianvito, Manfridi Pietro di Alessandro, Scicolone Gioacchino fu Giuseppe, Siciliani Pietro fu Stefano, Renna Felice di Rocco, Fiore Michele fu Francesco, D’Erchia Vito fu Angelo dottore.
Assessori Manfridi Clemente, Piepoli Vincenzo, Muciaccia Giacinto, Lapenna Angelo, Sacco Nicola, Affatati Francesco Paolo.
Assessori subentrati Losavio Vitantonio, Capitanio Domenico, Affatati Giuseppe, Mengano Antonio, Muciaccia Giacinto, Gigante Giuseppe.
Il 3 agosto 1903 viene eletto sindaco Giovanni Turchiarulo.
È segretario comunale Salvatore Mazzei.
Un ricorso dell’epoca fa intravedere presunte irregolarità nella consultazione elettorale.
Il 24 agosto il tipografo Franco Ippolito presenta un reclamo alla Giunta provinciale di Bari contro i risultati delle elezioni di luglio, denunciando mancanza di firme autentiche delle liste elettorali, brogli nelle elezioni con voto alle guardie daziarie, non aventi diritto, a servizio del l’appaltatore del dazio, corruzione in quanto a diversi elettori furono fatte offerte di denaro sino a lire 150, ad altri da parte dei sostenitori del partito vincitore furono consegnate carte monetate da lire 50 e lire 100 tagliate a metà, con restituzione dopo il voto della parte mancante.
Nel 1904 è approvata una norma per l’elezione dei consiglieri comunali, in cui viene stabilito il rinnovo ogni due anni, previo sorteggio, di un terzo di essi.
Durante l’amministrazione del sindaco Giovanni Turchiarulo viene deliberata la nomina a vita del comandante delle guardie municipali Stefano Cavallo, per meriti di servizio.
Il 23 luglio 1905 si svolgono le elezioni parziali.
Gli elettori sono 816 su una popolazione di 22.616 abitanti.
1905
Consiglieri eletti Rossani Antonio, Capitanio Domenico, Mengano Antonio, Formica Natale, Fera Francesco, Brescia Vito.
Assessori Piepoli Vincenzo,Turchiarulo Giovanni, Muciaccia Giacinto, Cacace Orazio.

Il 19 novembre ancora un reclamo.
Gli elettori Pietro Muolo e Tommaso Schena presentano un ricorso per brogli elettorali, segnalando la circostanza che tutte le schede votate contengano segni di riconoscimento, allo scopo di consentire il controllo dei votanti.
Viene affidato a Francesco Antonio Palmieri il servizio di Esattoria Comunale.
Vincenzo Piepoli è il sindaco eletto il 2 gennaio 1906, in sostituzione del defunto Giovanni Turchiarulo.
Sono eletti gli assessori Francesco Giannoccaro, Orazio Cacace, Domenico Capitanio, Antonio Mengano.
Il 22 maggio 1907 il Consiglio Comunale delibera di intitolare la Sala Consiliare al pittore Ignazio Perricci, insigne artista monopolitano.
Il 14 luglio 1907 si svolgono le elezioni per il rinnovo di un terzo dei consiglieri.
1907
Consiglieri comunali subntrati Veneziani Francesco, Santostasi Girolamo, Troja Michele, Losavio Pasquale, Sanvito Attilio, Pepe Michele.
Il 31 luglio viene rieletto sindaco Vincenzo Piepoli.
Così il neo eletto nel suo discorso di insediamento.
Programma non ne presento, promesse non ne faccio, ma v’assicuro che spenderò tutta la mia opera, misera che sia, per rendere lieta e grande questa nostra diletta patria.
Nel 1908 all’avventizio Nicola Pietrangelo si assegnano i compiti di provvedere alle affissioni di pubblici manifesti, di fare pubblici bandi, di disinfettare i pubblici orinatori, di spazzare l’ufficio di polizia urbana, al compenso mensile di lire 30, di accalappiare i cani vaganti col compenso di 1,50 lire per ogni cane ucciso.
È lui che annuncia ai cittadini con voce alta il passaggio dei carri per la raccolta dei liquami di fogna.
A seguito di un ricorso di ragguardevoli cittadini che denunziano parecchie irregolarità nell’andamento generale del’amministrazione comunale e nel funzionamento di diversi servizi pubblici, il 27 maggio 1909 il prefetto Giovanni Gasperini conferisce l’incarico di commissario all’avvocato Pietro Riccardo Marino, assistito dal ragioniere Vito Nocera, per una inchiesta rigorosa.
Il 25 giugno l’inchiesta viene conclusa con una relazione dalla quale si evincono diverse irregolarità, così sommariamente elencate:
” Prestito Compagnoni. Riscatto. Il Comune paga i crediti dei portatori delle 710 obbligazioni a Lire 410 ciascuna a un prezzo troppo caro, non avendo dichiarato l’insolvenza dell’ente.
Dazio consumo. Illegittima la nomina degli 11 agenti daziari, senza requisiti, senza
patente. Servizio deplorevole senza rilascio di bollette.
Luce elettrica. Il progetto dell’impianto elettrico è assolutamente rovinoso per le casse del Comune. Esuberanza di personale non qualificato, abbonati al servizio che non pagano, furto di energia.
Patrimonio. Gli inventari non sono aggiornati, risalgono al lavoro fatto dal Commissario cav. Durante.
Finanza. Le entrate sono diminuite rispetto al 1903, si pagano elevati interessi alle anticipazioni chieste alla Banca Popolare.
Polizia urbana. Il servizio non è disimpegnato come dovrebbe, delle 11 guardie, solo
8 fanno servizio attivo, le contravvenzioni vengono accertate solo contro la povera gente. Notevole è l’indecenza di appendere, per ventilare, animali bovini macellati sotto le volte del teatro comunale Rendella.
Polizia rurale. Le guardie campestri sono 25 compreso il Capo, non hanno cavalli, la paga è tenue, c’è un segretario completamente superfluo pagato 360 lire all’anno.
Lavori Pubblici. Manca l’Ufficio tecnico. Il fondo di lire 10.000 non può nemmeno bastare per la manutenzione delle strade esterne la quale viene fatta in economia sotto la sorveglianza di un tipografo. La cura riguarda solo talune strade come la Cozzana e la Gravina, frequentate dai villeggianti. Nelle strade interne qualche rattoppo e nulla più.
Istruzione pubblica. Le scuole elementari maschili sono in locali umidi, bui, insufficienti. Quelle femminili sono in condizioni migliori, ma anch’esse lasciano a desiderare. Invece che adattare vecchi conventi soppressi, sarebbe stato meglio costruire uno o più edifici scolastici con le norme vigenti in materia. Su invito della Prefettura è stato redatto un progetto che è a sperare non passi ad arricchire l’Archivio.
Igiene. L’attuale cimitero è un insulto alla civiltà e un pericolo per l’igiene, essendo costituito quasi tutto di Fosse carnarie, ove le casse contenenti i cadaveri vengono deposte senza nessun segno di riconoscimento. Il progetto del nuovo cimitero per lire 6.800 non ha avuto esecuzione, nonostante si paghi il mutuo fatto con la Banca Popolare. Il macello non risponde ai dettami dell’igiene, in quanto non provvisto di pavimento e di pareti levigate, per la completa e facile ripulitura. Le cisterne d’acqua potabile non sono provviste di filtro e la loro apertura è quasi sempre mal protetta. Il sistema delle fogne fisse permette l’infiltramento di materiali nel sottosuolo. È riprovevole sotto ogni rapporto l’uso della concimazione delle ortaglie coi materiali che si ricavano dallo svuotamento delle cloache. Le acque immonde provenienti dalle case, non possono tutte essere raccolte dalle poche botti dell’appaltatore del servizio di raccolta, per cui molte vengono buttate sulle pubbliche vie.
Assistenza sanitaria. L’elenco dei poveri ammessi alla cura gratuita non è stato compilato. Nonostante tre medici condotti, il dott. Morelli ottenne nel 1908 una remunerazione di lire 200 per visite ad infermi e poveri benché non avesse incarico.
Ufficio comunale. Gli impiegati non sono molti per quello che dovrebbero fare, ma sono molti per quello che fanno. Le deliberazioni si trascrivono sui registri molto tempo dopo la loro emissione. Molti verbali mancano delle prescritte firme, specialmente di quella del segretario. L’archivio è al massimo disordine nonostante i pagamenti di 600 lire al segretario Mazzei e lire 100 all’archivista Rodi.
Stampati e cancelleria. Non viene osservato il regolamento che prevede il rilascio di bollettari con ricevute, è omesso il controllo dei prezzi stabiliti nel 1895 con la tipografia Ghezzi.
Officina elettrica. Nomina del direttore amministrativo Giuseppe Manfridi con la retribuzione annua di 1.500 lire. Tale posto viene soppresso in quanto riconosciuto inutile.
Guardie campestri. Nomina irregolare di guardie con pregresse condanne e sprovvisti di certificato di buona condotta.
Impiegati Esattoria fondiaria. Pagamenti eccessivi di lire 400 per lavori straordinari.
Tutti gli atti succitati ed altri molti che per brevità si omettono rivelano la tendenza nell’Amministrazione a largheggiare di favori verso i propri aderenti a detrimento delle finanze del Comune già di per sé stremate ed insufficienti ai pubblici servizi”.
Il 2 Agosto 1909 il Consiglio Comunale presenta le controdeduzioni alla relazione Marino così riassumibili.
I commissari hanno dato soverchio credito alle interessate voci della parte avversaria.
Non sono state udite le discolpe degli accusati.
La relazione conclusiva non è obbiettiva né serena.
Taluni torti addebitati agli attuali amministratori rimontano ad epoche piuttosto remote e forse formarono il vanto delle generazioni precedenti.
Si è dato parvenza di realtà alle ombre, senza sceverare il vero dal falso, con serietà e coscienza.
Sono state raccolte denunzie dettate da odi di parte o da rancori personali.
L’Amministrazione, con il valido ed illuminato ausilio del Governo, ha ideato e progettato lavori come la costruzione di un tronco ferroviario destinato ad allacciare i paesi interni al porto di Monopoli, oltre la gettata del nuovo e grandioso braccio del molo a tramontana, che rappresentano la realizzazione di sogni quasi millenari.
La relazione è approvata dal Consiglio il 4 luglio 1909 con 13 voti favorevoli e 4 astenuti, assenti i 12 consiglieri di minoranza.
Il verbale è firmato dal sindaco Vincenzo Piepoli, dal consigliere anziano Giacinto Muciaccia, dal segretario Camillo Perna.
STEFANO CARBONARA
dai suoi libri
Monopoli, Viaggio tra Cronaca e Storia. 2012
Monopoli 2020, Passato e Presente. 2020
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