Nel dicembre 1909, in conseguenza dell’inchiesta del commissario Marino, il Prefetto decreta lo scioglimento del Consiglio Comunale e il 16 gennaio 1910 nomina commissario Carlo Puoti.
Il 24 luglio si tengono le elezioni comunali.
1910
Consiglieri comunali Rossani Domenico, avv. Recchia Martino, Dott. Guseppe Pugliese, cav. Giodice Pietro, Dott. Giacomo Piepoli, cav. Albanese Egidio, Vacca Giuseppe, Napoletano Vincenzo, Miglietta Antonio, cav. Rossetti Carlo, Gigante Giuseppe, Cacace Gaetano, Formica Vitantonio, dott. chimico Carelli Nicola, avv. Giacovazzo Francesco, Turchiarulo Giuseppe, Piepoli Giuseppe, Munno Tommaso, Marchitelli Francesco, Fiume Donato, Longo Cesare, Mitrani Sebastiano, Salerno Natale, Affatati Giuseppe, De Martino Carlo, avv. Giamporcari Giuseppe, dott. D’Erchia Vito, Palmieri Francesco, cav. Meo Evoli Domenico, Gentile Antonio.
Assessori Pugliese Giuseppe, Giodice Pietro, Albanese Egidio, Piepoli Giacomo, Turchiarulo Giuseppe, Giacovazzo Francesco.
Nella seduta di insediamento del nuovo consiglio, il Commissario Puoti legge la relazione della sua gestione.
Il Consiglio esprime un plauso sia per il suo elaborato lavoro sia per il suo gesto da galantuomo all’altezza della carica.

Il 9 agosto 1910 è nominato sindaco Domenico Rossani.
Il suo primo provvedimento è l’ordinanza sulla salute pubblica per bloccare la diffusione del colera.
È fatto obbligo:
Ai proprietari di fabbricati della città di imbianchire gli stessi internamente ed esternamente, di vuotare o pulire le cisterne che contengono meno di 40 cm. di acqua, di disinfettare le cloache o pozzi neri con latte di calce al 20%.
Ai proprietari di stalle di imbianchire le stalle, di non accumulare il letame.
Ai proprietari di orti e giardini di disinfettare con latte di calce le cisterne, di rinnovare l’acqua ogni due giorni nei pilacci, di non usare come concime il liquame ottenuto dalla vuotatura dei pozzi neri.
È vietato:
Di vendere il pesce in giro per la città che non sia la piazza coperta, attingere acqua di mare per il lavaggio del pesce e per la panificazione, introdurre o vendere stracci.
Di bagnarsi da Pantano a S. Stefano.
Sono sospesi mercati, fiere, processioni e qualsiasi festa in cui ci siano assembramenti di persone.

Già il 23 agosto il sindaco Rossani, che ha accettato l’incarico con riluttanza, conferisce l’incarico di sindaco facente funzioni al dott. Giuseppe Pugliese, adducendo motivi di salute.
Il 22 maggio 1911 il Consiglio Comunale esamina ed approva l’istanza della Società Italo Americana del Petrolio tesa ad ottenere il permesso di impiantare uno stabilimento di deposito di petrolio, benzina e simili. L’opera viene realizzata in pochi mesi con il contributo di Cesare Giongo, imprenditore di origine ligure trasferito a Monopoli sin dal 1888.
Nel luglio il sindaco e la giunta presentano le dimissioni, il consiglio vota un ordine del giorno che le respinge, perché il paese aspetta con entusiasmo lo svolgimento intero del programma coraggiosamente iniziato, sacrificando se stessi e i personali interessi, perché il prefetto si adoperi a convincere e trovare il Rossani anche in capo al mondo per portargli il voto solenne tributatogli.
In realtà si procede all’elezione di una nuova giunta.

Nell’agosto 1911 viene eletto sindaco l’avvocato Francesco Giacovazzo.
Della giunta fanno parte gli assessori Giuseppe Pugliese, Egidio Albanese, Pietro Giodice, Giuseppe Turchiarulo, Gaetano Cacace, Giuseppe Affatati.
Il neo eletto sindaco Giacovazzo invita i colleghi sindaci della provincia a rendere onore al prof. Achille Sclavo, Direttore dell’Istituto d’Igiene della Regia Università di Siena, in quanto allorché lo scorso inverno comparve nelle nostre regioni il colera, l’insigne scienziato fu mandato dal Consiglio dei Ministri a dirigere il servizio sanitario nelle tre Puglie. Rinunziando senza indugi ai lauti guadagni del libero esercizio professionale si trasferì in Puglia e in dieci mesi molte città lo conobbero nell’ora della desolazione e dello sconforto mentre dirigeva personalmente il movimento profilattico. L’opera fu efficace, la mortalità del morbo fu infima, l’epidemia fu domata grazie al suo ministero assolto con mirabile slancio ed altruismo.
Al professore Sclavo Monopoli conferisce la cittadinanza onoraria.
Il 5 febbraio 1912 il Consiglio Comunale procede al conferimento di un’altra cittadinanza onoraria. Il destinatario è Cesare Giongo, per aver contribuito allo sviluppo di questa città che sta per essere annoverata tra le più attive della costiera, per aver concorso, uscendo fuori dalle righe degli speculatori ingordi, grandemente ed efficacemente all’incremento del suo commercio di mare e di terra spendendo i suoi guadagni che trae dal diuturno lavoro a favore della città elettiva.
Ieri faceva protendere in mare nel porto il grandioso molo di tramontana realizzando un sogno quasi millenario.
Più tardi impiantando di sua iniziativa e a sue spese la conduttura sotterranea dalla stazione ferroviaria alla cisterna in piazza S. Antonio, modificando in tal guisa salutarmente l’alimentazione idrica della cittadinanza, sottraendola perciò alle malattie tifose degli altri anni. Portando a termine felicemente la installazione in questo comune della colossale Società Italo Americana del Petrolio con utile evidente e grandissimo anche all’erario comunale per il numero strabocchevole di operai e famiglie impiegate, con tante braccia indigene che danno dignità di città veramente industriale.

Nel novembre 1912 è eletto sindaco il medico Giuseppe Pugliese.
Sono eletti gli assessori Pietro Giodice, Giuseppe Turchiarulo, Francesco Giacovazzo, Gaetano Cacace, Giuseppe Affatati, Antonio Miglietta.

Il 12 gennaio 1913, il Consiglio Comunale, nel 40° anno d’insegnamento del prof. Orazio Comes, monopolitano, direttore della Regia Scuola Superiore di Agricoltura di Portici, delibera di concorrere in suo onore alle solenni manifestazioni organizzate dal Comitato presieduto dal prof. Oreste Bordiga.
In questi anni viene pubblicata la rivista letteraria Il Tripode, quindicinale fondato nel 1912 da Emilio Indelli, letterato e avvocato.

L’intento è quello di riunire tutte le forze intellettuali di Monopoli per dar vita ad una significativa operazione culturale. Vengono pubblicati 13 fascicoli fino al gennaio 1913.
Tra i redattori Clemente Meo Evoli, Raffaele Ferretti, Panfilo Luigi Indelli, Luigi Capitanio, Giovanni Barnaba, Amedeo Bregante, Pasquale Leogrande, Carlo Villani.
Il Tripode viene chiuso per un ricorso al Consiglio di Stato da parte di Pietro Rotolo, che poi sarà sindaco, con la sottoscrizione di 415 contribuenti contro la delibera di concessione di un contributo di lire 100 da parte dell’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Giuseppe Pugliese.
Dal commiato ai lettori: scendemmo in campo con troppo ardire, abbiamo saputo operare in un campo irto di spine e di disinganni.
Nel maggio 1914 nuovo commissario al Comune nella persona del ragioniere Vito Nocera, per questioni relative all’appalto sul dazio.
A luglio si svolgono le elezioni, gli elettori sono 6.284 su una popolazione di 25.195 abitanti.
Prima dell’insediamento del Consiglio, si effettua la verifica delle prove di alfabetismo fornite dai consiglieri comunali neo eletti, ai sensi dell’art. 23 della nuova legge elettorale del 1908.
Il commissario Nocera relaziona sull’attività svolta, in particolare l’acquisizione alle casse comunali delle somme dovute dall’appaltatore del dazio e la riattivazione del servizio di vuotatura dei pozzi neri, così importante per l’igiene pubblica.
Il consiglio, nel momento dell’insediamento, esprime l’alto omaggio a Sua Maestà il Re, a S. E. capo del Governo Salandra, esprimendo nel contempo il plauso al rag. Nocera, ottimo e solerte funzionario e cittadino di eccezionali meriti.
Nell’agosto 1914 viene eletto sindaco Pietro Rotolo.
Sono eletti gli assessori Paolo Vadalà, Angelo Michele Pirrelli, Michele Napoletano, Angelo Brunetti, Angelo Saponara, Clemente Meo Evoli.
Al momento, dell’ufficio di segreteria del Comune fanno parte, oltre al segretario capo Camillo Perna, i vicesegretari Leonardo Russo e Umberto Mastropasqua, gli impiegati Paolo Marasciulo, Nicola Pirrelli, Vito Calderaro, Michele Pirrelli, Giuseppe Doria, Francesco Sorino, Antonio Malerba.
Nel 1915 è approvata la nuova legge elettorale comunale.
La durata dei consigli è ridotta a quattro anni senza rinnovi parziali.
L’elettorato è costituito dai cittadini maschi residenti nel Comune che abbiano 30 anni di età, senza condizioni di censo e di alfabetizzazione che, invece, sono richieste per i maschi tra i 21 e i 30 anni.
Ancora una volta le donne non possono essere iscritte nelle liste elettorali amministrative e non sono eleggibili agli incarichi pubblici.
1914
Consiglieri comunali Marasciulo Angelo, Brigida Vincenzo, Matarrese Francesco, Giamporcari cav. Giuseppe, Masulli Giuseppe, Manfridi Giovanni, Formica Paolo, Pirrelli Angelo Michele, De Martino cav. Carlo, Vadalà Paolo, Genga Nicola, Saponara Vitantonio, Saponara Angelo, Cisternino Michele, Pepe Giambattista, Rotolo Pietro, Matarrese Vincenzo, Tedeschi Giuseppe, Brunetti Angelo, Papadio Carmelo, Menga Paolo, Schena Tommaso, Napoletano Michele, Meo Evoli Clemente, Paciello Francesco, Formica Francesco, Menga Salvatore, Zaccaria Giovanni, Simini Giuseppe, Iaia Giovanni.
Assessori Pirrelli Angelo Michele, Vadalà Paolo, Napoletano Michele, Meo Evoli Clemente, Brunetti Angelo, Saponara Angelo.
Nel gennaio il consigliere Paolo Menga presenta un’interpellanza contro i dipendenti comunali che non fanno il proprio dovere; per le cattive condizioni di viabilità delle strade; per la caterva di inservienti che mantengono le sale del palazzo comunale sporche e sudicie, chiedendo infine una inchiesta giusta e severa.
Nel marzo, in seguito al ricorso presentato dall’elettore Mitrotti contro l’eleggibilità del sindaco per incompatibilità con il suo incarico di Presidente delle Opere Pie, Vito Rotolo rassegna le sue dimissioni.

Il 4 giugno è eletto sindaco Paolo Vadalà.
Della Giunta fanno parte gli assessori Angelo Michele Pirrelli, Giovanni Iaia, Vincenzo Brigida, Giuseppe Masulli, Vincenzo Matarrese, Angelo Brunetti. Subentrano Michele Napoletano e Angelo Marasciulo.
Nella stessa seduta il Consiglio esamina la situazione conseguente alla guerra in atto contro l’impero austro ungarico.
Nel suo intervento il sindaco Vadalà, preoccupato per le condizioni di disagio in corso, sottolinea i maggiori bisogni ed oneri per il Comune, mentre il consigliere Michele Napoletano, fervente nazionalista e liberale, parla del conflitto come vittoria della giustizia sulle barbarie austriache, dell’esercito italiano che segnerà la pagina più bella del risorgimento italiano, seguito da tutto un popolo delirante di patriottismo e atteso da un alto fremito di libertà e di pace; Monopoli, non seconda per sentimento di patriottismo, deve con tutte le sue forze far fronte alle esigenze delle famiglie di coloro i quali hanno avuto la fortuna e l’onore di brandire le armi per la Patria.
Nello stesso giugno del 1915 Monopoli subisce direttamente gravi incursioni che vengono così riferite dal sindaco Vadalà:
Questo Comune fin dai primi giorni di guerra ha dovuto subire ed ha subito, con la coraggiosa calma che è preziosa tradizione di questa città, le insensate ed inumane offese di un nemico che sembra abbia posto a caposaldo del suo proclama l’attacco delle coste adriatiche indifese.
Così il nemico una prima volta il 12 giugno mediante aeroplani ed una seconda volta il 19 giugno con una grossa nave da guerra ha bombardato questa città cagionando gravissimi danni materiali, i quali ben si può affermare superino le 800 mila lire e procurando la morte a vittime innocenti.
(Muore la giovane Vittoria Amodio di 16 anni colpita dalle schegge di due proiettili caduti davanti alla casa rurale nella zona delle Fogge).
Per effetto dei bombardamenti sono stati resi completamente inutilizzabili i grandi serbatoi del petrolio e della benzina della Società Italo-Americana, stabilimento che procurava lavoro ad oltre 400 operai. Sono stati inoltre danneggiati gli stabilimenti dell’industria del Cemento procurandone la cessazione per effetto della quale innumerevoli famiglie di lavoratori sono gettate sul lastrico. I magazzini di grano hanno dovuto essere sgombrati sotto le impellenti minacce del nemico con danno dei lavoratori e per le industrie.
Sotto la grave minaccia di bombardamento reiterata mercè altre incursioni di aeroplani nemici, la popolazione di questa città ha dovuto chiedere asilo alle campagne circostanti, ove la classe abbiente, provveduta di mezzi adeguati, ha potuto fissare stabile dimora; la classe lavoratrice e povera invece, avendo superato perché costretta dal bisogno il panico giustificato, è rientrata in città, ove ha dovuto affrontare un altro nemico, cioè la miseria.
Questa città florida in tempi normali ha visto cessare non solo quasi totalmente ogni attività fecondata dal capitale e dal lavoro, ma altresì i rapporti civili ed economici.
Per venire incontro alle esigenze della popolazione, il Consiglio Comunale delibera il 9 luglio la creazione di un Comitato Cittadino di Assistenza Civile, con la concessione di un contributo di lire 100 al mese in favore delle famiglie dei richiamati in guerra, oltre la richiesta di sottoscrizione di un prestito di 40.000 lire per far fronte ai bisogni.
Il Prefetto limita a 30.000 lire l’importo del mutuo, da pagarsi in 20 anni.
Il denaro viene impiegato per gli aiuti necessari a soddisfare i bisogni primari dei cittadini, a cui si aggiungono gli interventi per combattere la diffusione del colera e della spagnola, che mietono centinaia di vittime.
Il 17 agosto il consiglio delibera un mutuo provvisorio per fronteggiare le spese causate dallo stato di guerra.
Il 12 novembre il Consiglio Comunale conferisce la cittadinanza onoraria all’avv. Domenico Carullo, marito di Grazia Zaccaria, proprietaria della villa Grazia ( tra via Veneto e viale Rimembranze ), per meriti in favore della cittadinanza.
STEFANO CARBONARA
dai suoi libri
Monopoli, Viaggio tra Cronaca e Storia. 2012
Monopoli 2020, Passato e Presente. 2020
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