
Il 31 ottobre 1922 il Consiglio Comunale, all’unanimità, assenti i consiglieri socialisti, esprime le felicitazioni a S.E. Benito Mussolini ed inneggia all’opera del Fascismo che provvederà alla restaurazione morale ed economica dell’Italia.
All’avvento del Fascismo, nell’ottobre 1922, il Comune di Monopoli è amministrato dagli organi eletti democraticamente con il suffragio limitato ai soli uomini.
Le donne non hanno ancora diritto di voto.
Sindaco della città è il medico Vito Andrea Ignazzi. I consiglieri comunali sono trenta.

Il sindaco Ignazzi dura in carica fino al 2 ottobre 1923, quando si dimette e viene sostituito dal sindaco Giuseppe Pugliese.
Della giunta fanno parte gli assessori Giuseppe Turchiarulo, Paolo Di Roma, Donato Fiume, Francesco Giacovazzo, Domenico Rossani, Domenico Capitanio.
Il regio decreto del 30 dicembre 1923 sopprime gli organi elettivi, comunali e provinciali, apportando modifiche al Testo Unico del 1915.
Nel maggio 1923 viene applicata la Riforma della scuola di Giovanni Gentile, Ministro della Pubblica Istruzione.
Le Scuole elementari, comprendenti 32 classi in città e 14 in campagna, sono dirette da Francesco D’Alessandro.
Il 19 maggio 1924 il Consiglio Comunale di Monopoli conferisce la cittadinanza onoraria a Sua Eccellenza Benito Mussolini, capo del governo.

Il 10 giugno 1924 viene ucciso da sicari fascisti Giacomo Matteotti, deputato del Partito Socialista e oppositore del regime.
Una certa apertura sembra esserci nella legge del 1925 che prevede il diritto di voto alle donne con più di venticinque anni, che siano decorate di medaglia al valore militare o di guerra o civile, oppure madri o vedove di caduti in guerra, in grado di leggere e scrivere e con censo definito.
Questo diritto non sarà esercitato per la soppressione già citata delle cariche elettive e, dunque, delle democratiche consultazioni elettorali.

Il 12 novembre la cittadinanza onoraria è concessa ad Araldo di Crollalanza, ministro dei lavori pubblici, nato a Bari.
Il 25 maggio 1925 nasce l’Unione Sportiva Audace, con attività di calcio, pallacanestro e atletica, diretta dal geometra Francesco Calderale.
Si gioca a calcio in un campo sportivo in terra battuta dietro il Cimitero.
Nel 1926 sono aboliti i consigli comunali, gli assessori e il sindaco, sostituiti dal Podestà nominato dal governo fascista.
Sono sciolti tutti i partiti e i movimenti di opposizione, trasformati i sindacati in corporazioni fasciste, rimane il PNF, Partito Nazionale Fascista, a cui si iscrive la stragrande maggioranza dei monopolitani con tanto di tessera del Fascio.
Gli Antifascisti, chiamati fuoriusciti, si riuniscono clandestinamente in via Ginnasio nell’abitazione di Vito Ippolito, socialista, e al Borgo nell’abitazione di Lorenzo Turi, comunista. Tra loro anche Cesare Longo, Carlo Todisco, Paolo Fiume.
La normalizzazione delle istituzioni locali si completa con il ferreo controllo degli apparati attraverso l’imposizione del giuramento di fedeltà al regime per tutti i dipendenti comunali e provinciali e la nomina statale dei segretari comunali.
L’avvento del fascismo segna la fine di quell’organo di autogoverno cittadino che è il Consiglio Comunale ed il ripristino della nomina regia della prima autorità municipale.
Il podestà esercita le funzioni di capo dell’amministrazione e di ufficiale di governo,
assommando tutti i poteri, deliberativi, esecutivi e rappresentativi precedentemente esercitati da consiglio, giunta e sindaco.
Nel 1926 viene introdotto nella scuola elementare il Libro Unico, basato sull’amor di patria e la venerazione del duce, in cui si legge “Mussolini, che tutti chiamano Duce e che tu puoi chiamare babbo, è un figlio del popolo, venuto dalla miseria. E’ l’uomo più grande e più buono del mondo. Egli in un decennio ha fatto diventare l’Italia la prima nazione al mondo. Con la marcia su Roma il governo fu tolto agli uomini paurosi e fu inaugurato il Regime Fascista che durerà più di un secolo “.

I giovani universitari del Littorio così giurano: “Combatterò per superare tutte le prove, per conquistare tutti i primati con il vigore sui campi agonali, con il sapere negli arenghi scientifici. Combatterò per vincere nel nome di Roma. Così combatterò come il Duce comanda. Lo giuro”.

Nel 1927 viene nominato podestà l’avv. Giuseppe Maggi, che rimane in carica fino al 1932 e cede alla Pinacoteca di Bari il S. Pietro di Giovanni Bellini.
Segretario del Comune è Bernardino Troccoli.
Nel 1928 viene pavimentato il Borgo, nella piazza a sud è eretto il Monumento ai Caduti, in onore degli oltre 300 monopolitani morti nella guerra ‘15-’18, nella piazza a nord viene realizzata la fontana monumentale del fascio.


Dal 1932 al 1935, per mancato accordo tra i capi del fascismo locale, si succedono i
commissari prefettizi avv. Giacomo Caracciolo, dott. Giacinto Perrone e avv. Giacinto Muciaccia.
In questi anni, per la loro azione meritoria, si realizza la costruzione del nuovo edificio scolastico di via Dieta, destinato alle scuole elementari ed inaugurato nel febbraio 1935.
Vengono eseguite dal Ministero dei Lavori Pubblici le opere per la costruzione della prima circonvallazione della città, l’attuale viale Aldo Moro, in collegamento con la statale 16 Adriatica.
Le imprese di Giuseppe Onofrio Lovecchio e di Antonio Vacca eseguono i lavori per la sistemazione della scala di accesso e per la tinteggiatura in rosso del Palazzo Comunale.
Nel 1935 è introdotto l’obbligo del saluto romano nelle amministrazioni civili, inizia a svolgersi al Borgo il Sabato Fascista, con parate, sfilate, esercitazioni di scolaresche e militari.
Filippo Tateo, maestro elementare, organizza ogni anno, il 24 maggio, il saggio ginnico dei giovani universitari e liceali.
Si organizzano i Fasci. Quelli maschili comprendono i Figli della Lupa, i Balilla Moschettieri, gli Avanguardisti, i Giovani Fascisti.

Tra i capi Enrico Alba, Remigio Ferretti, Giovanni Intino, Giacinto Antonelli, Giuseppe Conserva, Salvatore Alba.
Tra i gerarchi e i segretari Domenico Mastronardi, Francesco Mancini, Giuseppe Rossani, Guglielmo Dormio, Cesare Verdiani, Pasquale Marchitelli.
Quelli femminili comprendono le Piccole Italiane, le Giovani Italiane, le Giovani Fasciste, le Donne Fasciste, le Massaie Rurali.
Tra le dirigenti Antonietta Turchiarulo, Maria Mitrotti, Maria Maniello, Anna Totaro, Anna Mastronardi Tateo, Laganà.
Al vertice del PNF c’è il Federale o segretario provinciale. A Bari è Giuseppe Buttiglione, a cui spetta la nomina dei segretari locali, pagati dal Podestà con l’erogazione di contributi.
Le forze militari sono organizzate nella Milizia Volontaria. Comandante generale è Onofrio Manghisi, maestro, Maggiore è Carlo Santostasi.
Il PNF locale ha compiti di controllo politico e sociale per i quali si avvale di volontari para militari, gli “squadristi ante marcia”, in camicia nera, con la sciarpa del Littorio, impiegati in azioni intimidatorie con uso della violenza (manganello e olio di ricino).
Tra i capi squadristi Gennaro Sardella, Michele Maccuro, Ernesto De Nunzio, coniugato con la maestra De Bonis, dirigente fascista.

Le leggi impongono che negli impieghi pubblici le donne non debbano superare il 10%; se sposate o madri, non possono lavorare.
Il 9 marzo 1935 alla Città viene assegnato il Gonfalone con drappo palato di “15 strisce colorate in bianco e verde”, su cui viene posto l’antico Stemma delle “tre rose bianche in campo rosso”, concesso da Federico II.

Nel 1935 è nominato podestà l’ing. Giambattista Giannoccaro.
Nel 1936 migliaia di monopolitani in Largo Plebiscito ascoltano il discorso alla radio di Mussolini, che annuncia l’ingresso delle truppe italiane ad Addis Abeba in Africa.

Il 28 settembre 1937 viene inaugurato ufficialmente il nuovo Edificio Scolastico Elementare in via Dieta.
A questi anni risalgono la realizzazione della Circonvallazione con il cavalcavia con ponti in pietra (attuale viale A. Moro), la nuova scala di accesso e la tinteggiatura in rosso della facciata del Municipio.
Alle Elezioni politiche del 1938 l’unica lista presentata è quella del Fascio, che consegue il 98% dei consensi.
Seguono le leggi razziali contro gli ebrei residenti in Italia, a cui vengono tolti beni, lavoro e diritti di cittadinanza.
Nel 1938 sono pubblicati alcuni numeri del giornale satirico Stramonopoli, ben presto costretto a chiudere perché inviso ai benpensanti e ai potenti del tempo.
Fra il 1938 e il 1940 si succedono il vice podestà col. Vito Calderaro, il podestà dott. Alfredo Masulli, seguito dai commissari avv. Francesco Cantatore e dott. Michele
Cimadomo.
Nel 1940 agli inizi del conflitto mondiale, durante il bombardamento della città, negli uffici comunali di via Polignani, muore il segretario comunale Clemente Cancelli, colpito dalla caduta di un muro.

L’ultimo podestà, cav. Clemente Meo Evoli, rimane in carica dal 1940 al 1943, con segretario comunale Vincenzo Montesano.
Nel 1940 l’Italia dichiara guerra alla Francia e all’Inghilterra.
I monopolitani donano gli ori e le fedi nuziali per le spese belliche. Le fedi vengono sostituite da cerchietti in ferro.

Dal balcone della Sezione del Fascio, in Largo Plebiscito, il giovane Remigio Ferretti così si rivolge ai compagni di scuola e ai cittadini “Torneremo vittoriosi e sapremo guardare in faccia orgogliosi chi non ha creduto nella vittoria “.

Francesco Tatulli, professore di lettere al Liceo, esprime ai colleghi professori le sue riserve: “Stavolta finisce male, perderemo la guerra, voi non conoscete né la storia, né la geografia”.
In città arriva il 225° Reggimento di Fanteria, con le Compagnie dislocate nelle Caserme di S. Antonio e S. Francesco da Paola.
Durante il conflitto bellico le milizie tedesche presidiano la città, controllando la Stazione e il IV Deposito Carburanti.
Durante il bombardamento del 1940, nella sede degli uffici in via Polignani, per la caduta di un muro, muore Clemente Cancelli, segretario comunale.

Nel 1941 si insedia il vescovo Gustavo Bianchi, accolto dalle autorità fasciste.
Nel 1942 Gennaro Sardella, capo squadrista fascista, malato e depresso, si uccide con un colpo di pistola dopo aver ricevuto la visita del vescovo.
STEFANO CARBONARA
dai suoi libri
Monopoli, Viaggio tra Cronaca e Storia. 2012
Monopoli 2020, Passato e Presente. 2020
per interessati ai libri tel. 3384591147







