
L’Italia approda al Novecento dopo la drammatica crisi di fine secolo, segnata dall’azione violenta del generale Bava Beccaris che nel ’98, mentre è primo ministro ancora una volta il conservatore marchese Di Rudinì, ordina di sparare sulla folla che a Milano protesta contro il rincaro del prezzo del pane.
E per questo poi riceve un’alta onorificenza.
Seguono arresti indiscriminati all’interno di tutte le forze politiche sensibili ai problemi sociali.
Nel ’99 il primo ministro generale Luigi Pelloux presenta alla Camera un pacchetto di leggi tese a limitare drasticamente le libertà faticosamente conquistate nel percorso dello Stato Unitario.
Il disegno eversivo è sventato dalle forze della sinistra radicale, che per la prima volta fanno ricorso alla pratica dell’ostruzionismo. I risultati delle elezioni del ‘900 inducono alle dimissioni Pelloux, che viene sostituito dal moderato Giuseppe Saracco.
A Monopoli, nel giugno, è rieletto Luigi Indelli.

XXI Legislatura
1° Turno Ballottaggio
Data elezioni 3 giugno 1900 10 giugno 1900
Elettori 3.545, votanti 2.651
Eletti e voti Indelli Luigi 1.501
Non eletti e voti Lojodice Vincenzo 1.091
Popolazione collegio 64.828
Nel luglio del ‘900, a Monza, il re Umberto I è assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci. Il successore è Vittorio Emanuele III.
Il 20 febbraio1903, in seguito alla morte improvvisa dell’on. Indelli, si svolgono le elezioni suppletive. Viene eletto deputato il fasanese Giammatteo Colucci.

Nel luglio del ‘900, a Monza, il re Umberto I è assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci.
Il successore è Vittorio Emanuele III.
Il 20 febbraio1903, in seguito alla morte improvvisa dell’on. Indelli, si svolgono le elezioni suppletive. Viene eletto deputato il fasanese Giammatteo Colucci.

XXI Legislatura – Elezioni suppletive
1° Turno Ballottaggio
Data elezioni 22 marzo 1903 29 marzo 1903
Elettori 3.681, votanti 1° turno 2.794, ballottaggio 2.758
Eletti e voti Colucci Giammatteo 1.147 1.413
Non eletti e voti Ciuffetti Arnaldo 911 1.345
Lucci Arnaldo 238

Siamo agli inizi dell’età giolittiana. Già ministro dell’interno nel governo di svolta democratica di inizio secolo presieduto da Zanardelli della Sinistra liberale, Giovanni Giolitti assume la guida del governo nel 1903 e la mantiene per una decina d’anni con brevi interruzioni.
È portatore di una visione decisamente innovativa secondo la quale il Governo dovrebbe essere tutore imparziale di tutte le classi sociali e comprendere che le associazioni dei lavoratori, criminalizzate dai precedenti governi, non hanno in sé nulla di sovversivo, ma rappresentano gli interessi legittimi dei lavoratori e il loro progresso cammina di pari passo col cammino della civiltà.
Scandalizzando non pochi dei contemporanei, sostiene che bisogna mettere allo stesso livello di fronte alla legge tanto il capitalista quanto il lavoratore, riservando allo Stato un’azione non repressiva ma conciliatrice nelle vertenze di lavoro. Questi principi ispirano il riformismo e la condotta di Giolitti. In conformità ad essi, nel 1904 egli non usa la forza, come alcuni auspicano, contro lo sciopero generale indetto dai sindacalisti rivoluzionari con l’appoggio della componente massimalista del Partito Socialista. Non aizzata dalla repressione, la protesta si esaurisce in breve e Giolitti, all’insegna del motto né rivoluzione né reazione, raccoglie i frutti nelle elezioni politiche di quell’anno.

Nel Collegio di Monopoli è eletto deputato l’avvocato di Napoli Gustavo Semmola, appunto esponente della Sinistra liberale e progressista, che è ora al governo. Dobbiamo a lui una tenace battaglia sul problema del porto.
XXII Legislatura
1° Turno Ballottaggio
Data elezioni 6 novembre 1904 13 novem. 1904
Elettori 4.045, votanti 2.439
Eletti e voti Semmola Gustavo 1.759
Non eletti e voti Guarini Giuseppe 458
Merlino Francesco 169
Popolazione collegio 64.828
Nel 1908 Vincenzo Loiodice, già deputato del Collegio di Monopoli, viene nominato senatore del Regno.
Il Senato gli dedicherà una toccante commemorazione nel 1922.
Vincenzo Lojodice
Onorevoli colleghi. Un altro lutto doloroso. Ancora ieri era presente in quest’Aula il nostro amato collega Vincenzo Lojodice che, colpito da apoplessia, spegnevasi ieri sera improvvisamente. Nato il 18 novembre a Corato, in Provincia di Bari, si addottorò in giurisprudenza, della quale scienza fu sempre appassionato cultore. Esercitò in Napoli l’avvocatura con notevole successo, soprattutto in materia civile, dove il suo ingegno sottile e la sua coltura seppero farsi tosto apprezzare: fu anche reputato collaboratore di riviste giuridiche.
Nel 1892 iniziò la sua carriera politica, quale deputato del collegio di Monopoli per la 18ª legislatura; e quel Collegio gli confermò il mandato anche per due legislature successive. Nella 21ª fu deputato per Nocera Inferiore, che rappresentò fino al 1901. Alla Camera fu uno dei più fidi amici e seguaci dell’onorevole Zanardelli che per lui aveva grande stima ed affetto; fu deputato attivo e prese parte a discussioni molto importanti, in cui seppe sempre imporsi all’attenzione dei colleghi colla sua oratoria incisiva e serrata. Più notevoli fra i suoi discorsi furono quelli sul credito fondiario, sulla circolazione bancaria, sui demani comunali dell’Italia meridionale.
Fu anche membro reputato d’importanti commissioni e per la sua giovialità, franchezza ed onestà aveva saputo cattivarsi simpatie ed amicizie in ogni settore.
Il 3 giugno 1908 fu nominato senatore e fu d’allora in poi sempre assiduo ai nostri lavori, lasciando la sua consueta residenza di Napoli ogni qual volta il Senato tenesse seduta.
Vincenzo Lojodice non aveva che amici ed era a tutti caro e simpatico per il suo arguto ingegno, la sua giovialità e la sua parola caustica e pronta ad esprimere con un motto felice impressioni e giudizi.
La sua morte improvvisa lascia un amaro senso di rimpianto e di doloroso stupore. Scompare con lui un amico buono, fedele a tutta prova alle amicizie, un carattere franco ed onesto. Inchiniamoci reverenti sulla salma del collega ed amico impareggiabile e porgiamo alla famiglia, così crudelmente colpita, l’espressione del nostro più vivo cordoglio. (Approvazioni).
Riccio, ministro dei lavori pubblici. Domando di parlare.
Presidente. Ne ha facoltà.
Riccio, ministro dei lavori pubblici. Il Governo si associa alle parole nobilissime pronunziate dall’illustre Presidente del Senato in ricordo di Vincenzo Lojodice.
Lo vedemmo qui ieri, il carissimo amico, al suo posto di lavoro prender parte, come sempre faceva, ai lavori del Senato, così come lo ricordiamo, noi deputati, nelle legislature passate prender parte attiva ai lavori della Camera.
Per quattro legislature fu compagno nostro, poi venne in quest’Aula, ma nell’una e nell’altra Camera dette sempre prova di affetto grande ed immutabile alla sua parte politica, esempio di virtù e di costanza politica che va notato e premiato. E così mostrò sempre giovialità grande, espressione del suo animo buono, che faceva sì che egli non avesse nemici in qualunque parte della Camera e del Senato. Era pronto, vivace, arguissimo: per il suo ingegno acuto, e per la sua dirittura, lo si ricorderà lungamente, e sempre con vivo sentimento di affetto. (Vive approvazioni).
Tratto da: Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 30 marzo 1922.
Nelle elezioni del 1909 viene confermato deputato Gustavo Semmola, unico candidato in seguito all’annullamento delle altre candidature e dei risultati elettorali della sezione di Fasano, comprendente 1.028 elettori.
XXIII Legislatura
1° Turno Ballottaggio
Data elezioni 7 marzo 1909 14 marzo 1909
Elettori 4.095, votanti 1.824
Eletti e voti Semmola Gustavo 1.755
Non eletti
Popolazione collegio 64.828
* I risultati del Comune di Fasano di n. 1028 elettori non vengono convalidati







