Nel 1919 si tengono le prime elezioni politiche del dopoguerra, in un contesto di forti trasformazioni e fermenti, indotti dal grande conflitto mondiale.
I problemi della riconversione industriale, il grave deficit, l’inflazione in forte crescita, fanno da sfondo alla ripresa combattiva dell’attivismo sindacale e socialista, mentre i soldati, contadini smobilitati, rivendicano con maggiore consapevolezza quelle terre loro promesse nei momenti drammatici del conflitto.
Alla sostanziale incapacità delle forze liberali di affrontare le sfide dei tempi mutati si contrappongono il rafforzamento del Partito Socialista, entusiasta della rivoluzione russa del ’17, e la nascita di nuove formazioni politiche.

Viene fondato nel ’19 il Partito Popolare, con segretario il sacerdote siciliano don Luigi Sturzo, molto sensibile ai temi della democratizzazione, del decentramento amministrativo, della piccola proprietà contadina, della riforma tributaria. Il suo programma è intitolato Appello ai liberi e forti.
Sempre nel ’19 prende corpo un’altra formazione politica, quella dei Fasci di Combattimento, il cui fondatore Benito Mussolini, espulso dal partito socialista, tenta di coniugare inizialmente istanze sociali e nazionaliste, dando voce ai reduci della piccola e media borghesia impoverita dalla guerra e alla ricerca di ruolo e sicurezza.
Dal giugno del 1919 è chiamato a sostituire il primo ministro Orlando l’esponente di area radicale Francesco Saverio Nitti.
Sotto la sua presidenza è adottato il sistema elettorale proporzionale a scrutinio di lista, ben più adatto a dare rappresentanza alle diverse posizioni politiche maturate nei cittadini.
Nelle elezioni del 1919 le liste dei partiti sono presentate su base provinciale.
Il Comune di Monopoli fa parte del Collegio delle Province di Bari e Foggia.
Il monopolitano gen. Francesco Camicia è capolista a Bari del Partito Popolare. Non è eletto.
16 novembre 1919
Collegio di Bari
Deputati da eleggere 12
Liste presentate 6
Partiti voti Eletti
Combattenti 26.519 Salvemini Gaetano, Favia Nicola, Guaccero Alessandro
Socialista ufficiale 26.545 Vella Arturo, Barbato Nicola
Blocco Democratico 16.055 Spada Domenico
Popolare Italiano 20.889 Marino Antonio,Ursi Vincenzo
Liberale 11.128 Caso Pasquale
Liberale Democratico 33.368 Lombardi Giovanni, Luciani Vito, Lembo Paolo
Dal 1920 ricopre per l’ultima volta la carica di primo ministro il vecchio Giolitti, che dà ancora buona prova di sé in politica estera, per la questione di Fiume, e nella delicata gestione del paese, mentre è in atto l’occupazione delle fabbriche.
Gravissimo, invece, il suo errore di non comprendere e sottovalutare il pericolo dello squadrismo fascista.
Abbandonati gli spunti radical-democratici dell’origine, lautamente finanziate dai proprietari terrieri, le camicie nere imperversano con violenze e devastazioni contro i municipi ad amministrazione socialista, le camere del lavoro, le case del popolo, gli operai, i braccianti.
Per le elezioni del maggio 1921 Giolitti decide di aprire i cosiddetti Blocchi Nazionali, liste di coalizione che raggruppano liberali e democratici, anche ai candidati fascisti, facilitandone così l’ingresso in Parlamento.

Ne vengono eletti 35, fra cui lo stesso Benito Mussolini. A Monopoli viene rieletto il liberale Luigi Capitanio, nella lista del Blocco Nazionale, con il simbolo in cui una spiga di grano si intreccia con un ramo d’ulivo e un grappolo d’uva.
Gli altri schieramenti in competizione: Socialista ufficiale ( in cui è eletto Giuseppe Divagno di Conversano), Repubblicano, Comunista (nato da una scissione del Partito Socialista nel 1921), Popolare Italiano, Socialista Riformista, Indipendenti.

Il 25 settembre 1921, Giuseppe Divagno, deputato socialista di Conversano, raggiunge Mola di Bari per tenere il discorso di inaugurazione della sede del PSI.
Al termine del comizio viene colpito alla schiena da due colpi di pistola.
Muore l’indomani, 26 settembre, presso il locale ospedale civile.
Gli assassini furono subito individuati in un gruppo di squadristi per lo più conversanesi, che erano guidati dal deputato di Peppino Caradonna di Cerignola.
XXVII LEGISLATURA
15 maggio 1921
Collegio di Bari-Foggia
Deputati da eleggere 18
Liste presentate 7
Partiti voti Eletti
Socialista ufficiale 52.590 Vella Arturo, Divagno Giuseppe, Di Vittorio Giuseppe,Majolo Domenico, Maltilasso Michele.
Repubblicano 5.049
Comunista 1.900
Indipendenti 19.399 De Bellis Vito.
Popolare italiano 16.431 Marino Antonio.
Blocco Nazionale 109.635 Salandra Antonio, Spada Domenico Andrea, Caradonna Giuseppe, Valentini Ettore, Ungaro Filippo, Mininni Federico, Luciani Vito, Guaccero Alessandro, Maury Eugenio, Capitanio Luigi, Cotugno Raffaele.
Socialista Riformista 8.668







