ALEXSEI NAVAL’NYI
Nasce il 4 giugno 1976. Si laurea in legge.
Nel 2005 fonda a Mosca il gruppo giovanile Democrazia Alternativa.
Si batte contro le decisioni urbanistiche illegali del governo comunale di Mosca.
Nel 2007 fonda il movimento politico chiamato Narod (Popolo) di stampo nazionalista.
Nel 2011, nel suo blog, accusa il partito al potere Russia Unita come “partito di truffatori e di ladri”.
Nel 2012 organizza una manifestazione contro Putin, eletto presidente, a cui segue un suo primo fermo da parte delle autorità.
Nel 2013 si presenta con il Partito Repubblicano di Russia, come candidato sindaco, alle elezioni comunali di Mosca, ottiene il 27 %, denuncia brogli elettorali.
Nel 2014 si oppone all’annessione della Crimea.
Nel 2016 viene respinta la sua candidatura alle elezioni presidenziali della Russia contro Putin, a causa di presunte condanne a suo carico.
Amnesty Internazional sostiene che sia stato lo stesso Putin a decidere la sua esclusione a candidarsi fino al 2028.
Nel 2017 viene arrestato per aver organizzato manifestazioni contro la corruzione.
Nel 2018 la Corte dei Diritti dell’Uomo condanna la Russia di Putin a risarcire i danni subiti da Naval’nyi a seguito dei numerosi arresti subiti illegittimamente per aver difeso la libertà di espressione e di informazione.
Nel 2020 si schiera contro il referendum costituzionale che consente a Putin di diventare presidente a vita, e definisce i risultati favorevoli una grande bugia.
La mattina del 20 agosto 2020, durante un volo aereo, Naval’nyj viene avvelenato da agenti segreti russi. Su richiesta di Macron e della Merkel viene ricoverato in un ospedale di Berlino.
Nel 2021, dopo un periodo di degenza, fa ritorno a Mosca, viene arrestato e condannato a due anni e otto mesi di carcere, per aver creato una associazione no-profit a favore dei cittadini.
Nello stesso anno 2021 è candidato al Premio Nobel per la Pace, riceve dal Parlamento Europeo il Premio Sacharov per la libertà di Pensiero.
Nel 2023 viene condannato a 19 anni di carcere, per aver, secondo le autorità russe, finanziato attività estremiste e riabilitato l’ideologia nazista.
Il 25 dicembre 2023 viene trasferito nella colonia penale, nota come “Lupo polare”, in Siberia, oltre il circolo polare, in completo isolamento.
Il 16 febbraio 2024, il servizio carcerario russo comunica che Naval’nyj è morto, affermando che si è sentito male dopo una passeggiata e ha perso quasi immediatamente conoscenza. Non si ritrova il corpo.
La verità, come dice la moglie Julia Naval’naja, è che responsabile della sua morte è stato Putin, che ha ordinato la sua uccisione, prima delle elezioni presidenziali previste per il marzo prossimo, nel timore di contestazioni e di proteste contro.
Muore un oppositore del regime russo, un martire della libertà di tutti i popoli.
Cristiano ortodosso russo, Naval’nyj era sposato con Julia Naval’naja, da cui aveva avuto i figli Daria e Zahar, viveva in un piccolo appartamento di tre stanze a Maryino a sud est di Mosca.
L’APPELLO DELLA MOGLIE JULIA

Mio marito Alexei è stato ucciso con il veleno Novichok. A ordinarlo è stato il presidente Putin.
Il governo e le autorità russe mentono meschinamente, nascondono il suo corpo, in attesa che spariscano le tracce del veleno.
Scopriremo certamente chi di preciso e in quale preciso modo ha eseguito il crimine, faremo i nomi e faremo vedere le facce.
Continuerò a lottare per il nostro paese. Invito tutti a starmi accanto. Putin e il suo regime dovranno rispondere della morte di Navalny.







