Durante la seconda guerra mondiale fu costituita una falsa unità strategica, un esercito fantasma, per depistare i nazisti, ufficialmente riconosciuta col nome di “Truppe speciali della 23ª divisione”.
Aveva anche un nome in codice: “Operazione Quicksilver”.
La teatralità e la spettacolarità entrò in scena direttamente in campo nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, in cui le suddette operazioni furono molto rilevanti ai fini dell’esito complessivo della guerra.
In prima linea le forze alleate americane.
Lo sapevano bene, perché realizzarono una divisione fatta, si fa per dire, quasi interamente di mezzi fantoccio e di figure camuffate.
Fu solo fumo negli occhi per i nazisti, ma riuscì a essere presente con sicurezza in alcune operazioni di guerra.
Confusero e fecero perdere tempo e forze ingenti all’esercito avversario. L’armata fantasma era formata da finti camion, jeep, carri armati. Una realizzazione scenica per ingannare l’esercito hitleriano.
I trucchi e l’ingegno, con l’ausilio di tattiche sofisticate, legno e mezzi gonfiabili, disorientò i nemici.
Joe Biden, il Presidente degli Stati Uniti, dopo tanti anni ha accolto la richiesta e ha preso la saggia decisione di riconoscere e concedere una medaglia al valore a quel reparto di soldati sopravvissuti, ne restano attualmente in vita solo dieci, che, senza colpo ferire, hanno salvato la vita a migliaia di altri commilitoni.
Le loro invenzioni e le loro diffuse informazioni depistarono i nazisti, obbligandoli a colpire falsi bersagli.
Erano indicazioni create ad arte per confondere le spie e le ricognizione nemiche.
Il New York Times afferma che furono utilizzati anche dei suoni registrati, con lo scopo di indurre i tedeschi a credere in una convergenza di truppe americane in un determinato punto sul Reno.
La tecnica si è affinata e sviluppata negli ultimi decenni grazie all’evoluzione della tecnologia ed è stata usata da molte forze armate in conflitti recenti.







