Un saggio di Marco De Paolis e Paolo Pezzino a ottant’anni dall’eccidio. Un rastrellamento. Uccise 770 persone tutte innocenti. Azione pianificata, eseguita dai «soldati politici» delle SS tedesche.
«Dopo il 30 settembre un paesaggio da incubo dominava Monte Sole. Le case bruciate, i morti non sepolti, i superstiti, che vagavano in cerca di un rifugio e di quanto indispensabile alla sopravvivenza». Inermi, trucidati a freddo.
“La strage di Monte Sole, più conosciuta con il nome del comune dove è stato costruito il sacrario, Marzabotto, è l’eccidio più sanguinoso compiuto dai tedeschi in Italia nel mentre l’occupazione nazista del nostro Paese era sotto gli occhi di tutti. Tra il 28 settembre e il 5 ottobre del 1944. Una operazione presentata nella forma di rastrellamento contro i partigiani. Furono letteralmente sterminate intere comunità, affiatate tra di loro e situate sull’altopiano fra le Valli del Reno e del fiume Setta. Quasi 800 le persone ammazzate, tutte civili. Moltissimi bambini. Ma anche indiscriminatamente anziani e donne. Insieme alla strage di Sant’Anna di Stazzema, questa del Monte Sole è diventata negli untimi anni, a partire dal Duemila, il simbolo di una nuova e più che singolare stagione giudiziaria, relativa agli eccidi compiuti dai nazifascisti in Italia tra il 1943 e il 1945. Tale da rappresentare non solo una importante svolta nella metodologia e nella giurisprudenza, ma ha anche fornito preziosi materiali agli storici, perché ha consentito l’acquisizione di documenti e testimonianze inedite. Con molto ritardo il processo per la strage, celebrato presso il Tribunale militare di La Spezia nel 2006, ha dato la possibilità di individuare, processare e condannare decine di criminali di guerra, che per oltre sessant’anni si sono sottratti alla giustizia”.
Marco De Paolis ha diretto la Procura militare della Repubblica di La Spezia dal 2002 al 2008 e quella di Roma dal 2010 al 2018, istruendo oltre 500 procedimenti per crimini di guerra durante il secondo conflitto bellico mondiale. È stato pubblico ministero, tra gli altri, nei processi per le stragi nazifasciste di Sant’Anna di Stazzema, Civitella Val di Chiana, Monte Sole Marzabotto, Cefalonia. Attualmente dirige la Procura Generale Militare presso la Corte Militare di Appello.
Paolo Pezzino è stato professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Pisa e dal giugno 2018 è Presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri – Rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Ha collaborato come consulente tecnico d’ufficio con la Procura militare di La Spezia nelle indagini sulle stragi di civili in Italia nella seconda guerra mondiale. Ha diretto il progetto per un Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, 1943-1945 (2013-2016), promosso dall’Anpi e dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri.
Antonio Losito









