Mario Desiati, scrittore pugliese nato a Locorotondo e vissuto a Martina Franca, ha vinto il Premio Strega 2022.
Non è la prima volta che questo prestigioso premio letterario arriva in Puglia, era già toccato a Mariateresa Di Lascia nel 1995 e a Nicola Lagioia nel 2015.

Desiati è un autore già conosciuto e apprezzato da tempo, ho avuto modo di incontrarlo due volte qui a Monopoli e sono ben contenta di essere tra i tanti che hanno creduto in lui e nella forza della sua scrittura sin dall’inizio. Il libro premiato, dal titolo “SPATRIATI”, è uscito lo scorso anno per Einaudi editore.
Spatriati sono “…gli incerti, gli irregolari, gli inclassificabili, a volte i balordi o gli orfani, oppure celibi, nubili, girovaghi e vagabondi, o forse nel caso che ci riguarda, i liberati.” Spatriati sono i protagonisti Francesco, io narrante, e Claudia che al loro primo incontro si riconoscono e si specchiano uno negli occhi dell’altra. Ciascuno con il suo bagaglio di problemi familiari e relazionali, condividono il turbinio dell’adolescenza e in seguito le esperienze più mature di giovani adulti.
Da Martina Franca a Milano a Berlino e ritorno, Francesco e Claudia cercano di liberarsi dal fardello dei legami e dalle convenzioni sociali, ma soprattutto cercheranno un proprio “centro”, un significato e una consapevolezza del sé anche attraverso la scoperta del desiderio e del sesso.
La ricerca di Claudia sarà lontano da casa, Francesco invece, pur seguendola di tanto in tanto, avrà sempre testardamente il paese e i suoi luoghi come approdo sicuro e riferimento.
Ma le storie che i romanzi raccontano non sono importanti di per sé, anzi molto spesso le dimentichiamo una volta terminata la lettura. Ciò che conta veramente sono le sensazioni che ci lasciano, quelle sì, a volte sono durature.
E le sensazioni che lascia questo libro sono vivide: il desiderio di libertà e di fuga, tipico dell’età giovanile, soprattutto in contesti fortemente limitanti come può ancora essere un paese del nostro sud, le relazioni famigliari che stanno strette, il desiderio di conoscere e sperimentare, la sregolatezza come unica risposta.
Non ultimo, il libro mi ha riportato alla memoria immagini della Puglia di quando eravamo bambini e ragazzi, di un tempo fatto di piccole cose, come una nuotata al mare all’uscita da scuola o la visita ai nonni in campagna, un tempo in cui i turisti o ‘frastir’ erano gli emigrati che tornavano per le vacanze estive, le domeniche mattine d’estate con le strade deserte e il profumo delle polpette.
Francesco dirà “…quando alzava gli occhi e incontrava i miei ci passavamo senza fiatare l’albero di limone, i vigneti a Lamie di Olimpia e il ciliegio dei miei nonni.” Dopo è arrivato il cambiamento: “Da un po’ in Puglia c’era aria nuova, le masserie diroccate si trasformavano e tornavano ad antichi splendori, era arrivata l’alta velocità, le compagnie low cost da tutta Europa univano i nostri aeroporti alle grandi metropoli internazionali, divi e artisti venivano a vivere nei Trulli e si giravano una montagna di film tra le nostre pietre bianche e le scogliere piantate nel mare.” “Forse eravamo diventati un popolo di mitomani, tanto che senza alcuno sprezzo del ridicolo parlavamo di primavera pugliese, di Puglia come la California.”
Il tutto è raccontato con una scrittura asciutta e sicuramente matura rispetto alle opere precedenti di Desiati, lo stile è cresciuto con lui nel tempo.








Questa recensione di Madia Satalino mi sfida a cercare le emozioni descritte in questo libro. Fortunato scrittore ad essere recensito da lei…stavo proprio andando in libreria. Attendo nuovi suggerimenti Grazie Madia Satalino!
Brava Madia ..la tua recensione invoglia alla lettura..
Una recensione, quella di Madia Satalino, puntuale ed emozionale, che riproduce il comune sentire nell’intreccio con i ricordi della nostra cara Puglia.
Cara Madia, vedi che non mi sbagliavo a chiederti la recensione per “I Libri di Mordi la Puglia”?