Luis, una personalità genuina, semplice e naturale. Grande calciatore e campione. Un amore smisurato per la sua grande Inter degli indimenticabili anni sessanta, guidata dal sempre attento Helenio Herrera. Mister allenatore. Una squadra perfetta, che spadroneggiava su tutti i più prestigiosi campi di calcio del mondo. Sintesi completa di amore, di affetto, di spirito di sacrificio e di valori calcistici e sportivi.
La Storia: “Sarti; Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, PIcchi; Jair, Mazzola, Milani (Domenghini o Peirò), Suarez, Corso”.
Quale altra formazione, a distanza di tanti lustri, è impressa così tanto nella memoria di ogni tifoso o sportivo anche non nerazzurro?
Passa il tempo. A una a una si scollano le figurine dall’album, ma la domanda, per chi ama il calcio, è sempre la stessa: l’Architetto non c’è più. Luisito Suarez, primo spagnolo a giocare nel campionato italiano e unico “Pallone d’Oro”, fu portato a Milano da Angelo Moratti su consiglio di Helenio Herrera. All’epoca pagato così tanto che il Barcellona, sua squadra di origine, sanò tutti i debiti societari.
Ieri ha chiuso il suo nobile studio.
“Questo ragazzo farà molta strada”, si disse di lui, dopo averlo visto giocare per la prima volta. Aveva 18 anni.
HH, modesto maestro di linguaggio, nel caso in cui i compagni di squadra si trovavano in difficoltà, raccomandava sempre: «Quando non sapete che cosa fare, date palla a Suarez».
La Grande Inter, mito e leggenda di quegli anni ruggenti, fu glorificata dai lanci da 50 metri che con classe Suarez calibrava nell’area avversaria. Sembrava fosse nato per giocare a calcio. Aveva accanto Mariolino Corso con i suoi calzettoni arrotolati alle caviglie. Chi può dimenticare le sue foglie morte, dannazione dei portieri?
Suarez è stato la sublimazione del numero 10. Un signore sui campi e nella vita. Innamorato dell’Inter e dell’Italia.
Il grande Luisito non c’è più. Unica consolazione immaginarlo insieme a Giacinto Facchetti. E non solo.
Il saluto a lui rivolto ci lascia una malinconia e una vena di nostalgia.








