Tra i massimi studiosi del marxismo contemporaneo, titolare della cattedra di Storia delle Dottrine Politiche della facoltà di Filosofia presso l’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari dal 1968 al 1997, il prof. Giuseppe Vacca fa la sua narrazione:
«Ho fatto i conti con le domande sull’esistenza di Dio, ma non sono andato oltre una risposta banale. Questa è la base della fede ma anche della filosofia».

«Nel 1994 ho avuto un tumore. La cosa è scoppiata improvvisamente mi sono ricoverato a Bari nell’Istituto di clinica medica dove c’era un mio compagno di scuola credente molto legato all’Opus. Poi per fortuna ne sono uscito, io non escludo nemmeno per effetto delle molte preghiere che sono state dette in giro».
È questa la rivelazione di Beppe Vacca, politico, storico, filosofo, ultimamente ospite di vari programmi televisivi.
Ha poi proseguito il suo racconto: «Per caso tre ore prima di andare a fare la valvola per levare l’altro rene e andare in dialisi avvenne un episodio: il primo allievo di Veronesi aveva avuto un altro caso e disse: “Io questa forma di tumore la conosco, la posso operare”. E quindi è andata così».
Vacca ha concluso: «La domanda c’è sempre». «Però questa è la base della fede ma anche la base della filosofia: che c’è oltre di me? Per fortuna non sei solo, così fai i conti con gli altri e con la morte. Li fai storicamente quando è finito, così poi e può darsi che ci sia altro, che venga altro, li fai i conti».
Ha aggiunto altre riflessioni. Sull’Ucraina: «Una guerra pianificata tra Russia e la Cina di Xi Jinping per riordino mondiale». «Conflitto concepito per scaricare le maggiori conseguenze sull’Europa». «Basta leggere la dichiarazione di febbraio dei due: come si ridisegna l’ordine mondiale e si riduce la presenza egemonica degli Stati Uniti nel Mediterraneo e questo è un obiettivo ormai vicino».
Affronta anche temi molto attuali. Dalla politica contemporanea («Oggi il fascismo non c’è più») al marxismo fino a Papa Francesco: «Il Papa argentino viene da quella teologia del popolo che nasce anche come critica della teologia della Liberazione, perché la considera troppo sociologica e socializzante».
«In Europa c’è la guerra. Questa è concepita in maniera tale da scaricare le maggiori conseguenze sull’Europa fino probabilmente ad impedirne il futuro percorso. Io penso che questo è un azzardo soprattutto infondato da parte dell’amministrazione americana. Gli obiettivi di Putin in qualche modo coincidono».







