Nicola De Dominicis (1985). Si laurea in Editoria e giornalismo, consegue la specializzazione in Filologia moderna e si diploma in Archivistica paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari.
Oggi lavora come archivista dipendente occupandosi di catalogazione e digitalizzazione.
È copywriter specializzato nella redazione di articoli per il web e tiene corsi di scrittura creativa.
Con Les Flâneurs Edizioni ha già pubblicato una raccolta di racconti dal titolo Una dolcezza inquieta.
Sulla sua pagina Facebook Nicola De Dominicis – Copywriter e scrittore offre riflessioni, poesie, piccoli racconti, spunti quotidiani di vita e fantasia.
Una dolcezza inquieta – Recensione
È possibile che un politico, leader di un grande partito e coinvolto nel cuore di un’importante campagna elettorale decida, a un certo punto, di non parlare mai più preferendo, invece, una sorta di silenzio purificatore?
Possono dei libri, resi vivi dalla stessa conoscenza che contengono e trasmettono, trovare riparo in un paese segnato da una guerra perenne?
Una banconota saprà diventare veicolo di qualcosa di più profondo del suo puro e semplice valore economico?
Queste sono solo alcune delle domande fantastiche alla base di Una dolcezza inquieta, una piccola raccolta di racconti dell’autore Nicola De Dominicis, pubblicata da Les Flaneurs Edizioni nel 2019.
Sei racconti, sei paradossi, sei domande di fantasia. Sebbene qui la fantasia non voglia essere una semplice via di fuga, evasione momentanea per quanto piacevole, da una realtà forse troppo cruda oggi fra pandemie, conflitti bellici improvvisi e continue crisi economiche.
No, qui la fantasia serve, al contrario, a indagare proprio la realtà per quello che è, con tutte le sue spigolosità e contraddizioni, ma trovando prospettive nuove, chiavi di lettura inaspettate, colori più forti che solo il fantastico sa donare.
E così, per dare un semplice esempio, proprio i libri vivi, sopravvissuti al crollo della loro vecchia biblioteca si ritrovano a lottare contro un Re, di nome Ermiano, autoritario e manipolatore, scoprendo ben presto come spesso il Potere sfrutti la non conoscenza o la cattiva conoscenza da parte della massa per potersi autolegittimare indisturbato. Ma se quei stessi libri decidono, poi, di donarsi bussando casa per casa alle porte di ogni famiglia del villaggio, allora la situazione può cambiare, la fantasia entra nella realtà e la stravolge proprio come nella storia le porte del paese si aprono a quei fantastici portatori di conoscenza autentica.
Molteplici, poi, sono i temi che la fantasia consente di affrontare con occhi nuovi: il valore delle parole, il rapporto col Potere, la crescita del singolo e la sua piena maturazione in quanto adulto, l’importanza dell’arte, e tanti altri ancora.
Per altro, tutto ciò in un libro piccolo, tascabile, pensato per poter essere il perfetto compagno di viaggio, sia in vacanza, magari in spiaggia, sia a lavoro nei mille pellegrinaggi da pendolari in treno.
Un libro piccolo, poi, anche nel prezzo per restare alla portata di tutti, secondo l’intenzione della collana stessa, Petit, cui il volume appartiene come primo esemplare.
D’altronde un libro piccolo e diviso in molteplici storie è figlio dei suoi tempi. Perché viviamo in tempi frenetici, e spesso può risultare difficile, se non addirittura impossibile, accostarsi a un testo ampio, più articolato e complesso, quale un romanzo o certa saggistica. E ciò non deve stupire perché ormai la narrazione episodica, breve se non brevissima, è diventata una nostra forma mentis abituale filtrando dalle serie televisive o su piattaforma fino ad arrivare, quasi, a toccare il nostro modo più profondo di percepire le storie. In altri termini, la grande, unica narrazione non esiste più nella contemporaneità, mentre questa si infrange in tanti singoli episodi più comodi da percepire per menti pigre, come quelle di tutti noi oggi, a causa del continuo bombardamento di contenuti informativi e di intrattenimento cui siamo sottoposti già solo guardando un cellulare.
E allora è su questa consapevolezza che si colloca la scelta narrativa dell’autore: la rinunzia al grande romanzo in favore di singole storie brevi.
Ma non bisogna poi pensare che la scelta della narrazione episodica implichi delle strutture narrative piatte, persino banali.
Al contrario, la penna autoriale non vuole affatto rinunciare a narrazioni stratificate, spesso a cornice, ossia con storie che contengono altre storie, e ricorrendo sempre a duplici livelli di lettura: dal primo più squisitamente narrativo ad altri più profondi, metaforici nonché, almeno nelle migliori intenzioni autoriali, universali e simbolici.
Perché infatti, per ritornare alla storia di un politico muto, se il primo livello di lettura che avvicina di sicuro il lettore è quello, molto semplice, di voler scoprire come se la caverà il protagonista in una situazione per lui assolutamente paradossale, pure il secondo livello di interesse per lo stesso lettore riguarda, invece, il valore delle parole, la loro verità, rispetto a un mondo dove spesso la parola si riduce a pura costruzione di apparenze, parole come impalcature di scenari finti, quasi teatrali. Parole vuote che invece il silenzio può distruggere; e raccontare questo silenzio restando sul foglio scritto è la vera sfida.
In conclusione se la struttura episodica propria del racconto pare oggi vincente e desinata a distruggere il grande romanzo, in particolare di tradizione ottocentesca, in realtà così non è, mentre, al contrario il singolo racconto può diventare un romanzo concentrato, un romanzo al quadrato che, in quanto tale, sollecita l’attenzione del lettore forse molto di più di una lunga narrazione
Così, ecco la sfida di offrire molteplici romanzi nel giro di poche pagine adeguando il lavoro dello scrittore a lettori oggi più spettatori di trame a pezzi che lettori di grandi e perfetti organismi narrativi.
Ma, tornado a Una dolcezza inqueta, piace allo scrivente chiudere con una semplice immagine, e cioè che questo libretto proprio perché così piccolo possa intrufolarsi nelle case di chi lo vorrà accogliere al pari dei libri senza casa della storia, e che possa diventare in fine membro di tante famiglie riscaldandole al fuoco della sua fantasia, un fuoco che pure l’Autore ha voluto lasciare tra le sue pagine in molteplici forme che non posso qui svelarvi.
Non vi resta che leggere, dunque.

IMMAGINI DELL’EVENTO













Purtroppo non ho potuto partecipare con mio sommo dispiacere. Ma auguro a Nicola tutta la fortuna letteraria che merita e in ogni altro ambito, professionale e privato
Perché lo merita davvero.