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Riforma del Terzo Settore in Puglia e attuazione a Monopoli.

Incontro tra le Associazioni del Terzo Settore e l'Amministrazione Comunale di Monopoli. Problematiche, Disagi e Proposte.

by Stefano Carbonara
9 Aprile 2024
in Società
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Nella sede della Casa delle Associazioni in Via Melvin Jones di Monopoli, il giorno 8 aprile 2024, si è tenuto l’incontro pubblico sul tema “Volontariato e Territorio. Riforma del Terzo Settore”.

Per il Comune sono intervenuti Lorenzo Calabrese, dirigente dei Servizi Sociali, gli assessori Miriam L’Abbate dei Servizi Sociali e Antonella Fiume delle Politiche giovanili e Pari opportunità.

Per le associazioni Mario Farì dell’AFAUP, Annamaria Bruno di Smile ‘s Friend, Anna Amodio di Radici del Brasile, Tullio Torre della Lega Nazionale Difesa del Cane, di Dominga Vitti dell’associazione Fede e Luce.

Ha coordinato i lavori Aldo Sammarelli.

Sono intervenuti gli esperti del settore Domenico Rotondo, Vito Intino e Michele Introna.

La problematica affrontata, molto complessa, è particolarmente sentita dalle famiglie alle prese con i bisogni quotidiani delle persone fragili, autistici e portatori di handicap.

La legge di riforma del Terzo Settore, se utilizzata adeguatamente e applicata correttamente con progetti condivisi, potrebbe offrire notevoli vantaggi e opportunità nel cercare di risolvere tutti insieme, tramite l’apporto generoso dei volontari e delle componenti sociali più sensibili, presenti sul territorio, il grave problema che riguarda piccoli, grandi e anziani, oggi in gravi difficoltà di vita, bisognevoli di aiuti concreti.

Finora il Comune di Monopoli non ha presentato alcun progetto alla Regione Puglia. Un bando emesso dall’Amministrazione è andato deserto.

Le associazioni iscritte nell’albo comunale sono circa 200, poche quelle registrate come ETS con statuti in linea con i requisiti di legge.

IMMAGINI DELL’INCONTRO





 APPROFONDIMENTO SULLA LEGGE

La Riforma del Terzo Settore in Puglia e gli ETS / Enti Terzo Settore

Negli ultimi anni molto è cambiato, e molto altro sta ancora mutando, nel mondo del Terzo Settore in Italia.

La Riforma del Terzo Settore è il testo di legge (l.n. 106/2016) che riordina tutto il mondo del no Profit, ridisegnandone i profili identitari e creando la nuova figura degli Enti del Terzo Settore (ETS).

Il Codice del Terzo Settore (D.lgs.117/17 e smi.) che, assieme ai decreti attuativi, mette assieme, rivedendole e aggiornandole, tutte le norme del settore, introduce sostanziali novità tra cui il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), i nuovi rapporti con la pubblica amministrazione e l’acquisizione della personalità giuridica, nuove disposizioni fiscali e in materia di trattamento delle risorse umane e molto altro ancora.

Per passare dai pronunciamenti di principio delle leggi, alle pratiche amministrative, per sostenere le associazioni e i Comuni in questo complesso percorso che vede impegnati associazioni ed enti locali per molto tempo, la Regione Puglia ha messo in atto una serie di azioni.

Registro Unico Nazionale del Terzo Settore – RUNTS

Il Registro Unico Nazionale del Terzo settore (in sigla RUNTS) rappresenta una delle novità più importanti della riforma del Terzo settore poiché la sua istituzione ha come obiettivo innanzitutto il superamento del preesistente sistema di registrazione degli enti, caratterizzato da una molteplicità di registri la cui gestione era affidata alle Regioni e alle Province autonome.

L’iscrizione al RUNTSha efficacia costitutiva in relazione all’acquisizione della qualifica di ente del Terzo settore (ETS): detto con altre parole, per diventare Ets è necessario iscriversi in tale registro.

Il registro ha inoltre una fondamentale funzione di trasparenza e di certezza del diritto, specie riguardo ai terzi che entrano in rapporto con gli Ets stessi.

L’iscrizione nel RUNTS dà diritto ad accedere alle agevolazioni (soprattutto di carattere fiscale, non pagamento di IVA ) previste per il Terzo settore.

Terzo settore e Innovazione sociale

Il Terzo settore raggruppa i soggetti privati attivi nel no profit, ovvero quelle realtà che perseguono, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Nella definizione rientrano tutti gli enti che promuovono e realizzano attività di interesse generale attraverso forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi.

Secondo il Decreto legislativo n. 117 del 2017, sono Enti del Terzo settore (ETS):

  • le organizzazioni di volontariato (OdV);
  • le associazioni di promozione sociale (APS);
  • gli enti filantropici;
  • le imprese sociali, incluse le cooperative sociali;
  • le reti associative;
  • le società di mutuo soccorso;
  • altri enti di terzo settore

La Regione Puglia promuove azioni per il sostegno, l’iniziativa  e il protagonismo degli Enti di Terzo Settore attraverso due programmi regionali: PugliaCapitaleSociale 3.0 (aperta fino al 7 marzo2023 la terza finestra) e Puglia Sociale IN. (Avviso chiuso)

PugliaCapitaleSociale 3.0

PugliaCapitaleSociale 3.0 è un programma regionale a sostegno di attività di interesse generale promosse da Organizzazioni di Volontariato – OdV iscritte nel registro regionale, Associazioni di Promozione Sociale (APS) iscritte nel registro regionale e/o nazionale e Fondazioni del Terzo settore iscritte all’anagrafe delle ONLUS, nelle more dell’operatività del RUNTS, in attuazione degli Accordi di programma 2019, 2020 e 2021.

Il programma ha previsto anche la concessione e l’erogazione di contributi agli stessi soggetti del Terzo settore per fronteggiare la situazione di difficoltà connesse alla sospensione o implementazione delle attività per effetto delle disposizioni legate all’esigenza di contenere la diffusione del contagio da COVID-19.

Lo stanziamento totale di risorse per le prime due finestre è stato pari a € 11.082.212.

Dal 7 febbraio 2023 alle ore 12,  fino alle ore 12 del 7 marzo 2023, termini prorogati alle ore 12.00 del 10 marzo 2023 con DD.192/465 de 7.03.2023, è possibile presentare domanda di contributo per la Linea A a valere sulla terza finestra temporale dell’Avviso.
La nuova assegnazione di risorse per la terza finestra è attualmente pari a € 1.235.570, come da DGR 48/2023, a cui si aggiungeranno economie rivenienti dalle precedenti finestre temporali, per un totale complessivo, attualmente disponibile, di circa € 2.200.000.

Pubblicato nel 2021, con determinazione dirigenziale n. 5 del 19 ottobre, l’Avviso è diventato operativo con la prima finestra a novembre 2021 e con la seconda a febbraio 2022. La finalità prioritaria è lo sviluppo della cittadinanza attiva e la promozione del welfare di comunità, con l’obiettivo di sostenere, a livello regionale, lo svolgimento…

Linee di finanziamento attuate

  • Linea A) che valorizza la capacità delle organizzazioni di terzo settore di produrre capitale sociale, adottando modalità innovative nelle comunità di appartenenza.  I progetti prevedono quindi azioni e interventi di cittadinanza attiva, nei quali sia chiaramente esplicitato il valore sociale e il carattere innovativo delle iniziative proposte, sia rispetto alle opportunità di consolidamento delle organizzazioni proponenti, sia rispetto all’impatto sociale nelle comunità in cui esse operano. Il contributo finanziario regionale massimo concedibile è pari a € 40.000 e, in ogni caso, la quota di finanziamento regionale non può superare il 90% del costo totale ammissibile del progetto approvato. La restante quota parte del costo totale ammissibile del progetto approvato (cofinanziamento), pari almeno al 10% resterà a carico dei soggetti attuatori, siano essi il soggetto capofila o eventuali partner di progetto.
  • Linea B) che sostiene le attività ordinarie delle associazioni che nel corso del 2020 e del primo semestre 2021, per effetto delle disposizioni legate all’esigenza di contenere la diffusione del contagio da COVID-19, hanno faticato ad avere continuità. La finalità è altresì quella di sostenere le attività delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle Fondazioni, volte a fronteggiare le emergenze sociali ed assistenziali determinate dall’epidemia di COVID-19, che un ruolo rilevante hanno avuto nella tenuta di moltissime comunità locali. Il rimborso sarà riconosciuto nella misura massima del 80% delle spese effettivamente sostenute e documentate, considerate ammissibili, e comunque entro il limite massimo di 8.000 euro per ciascun richiedente.

La terza finestra finanzia la Linea A, con progetti di promozione della cittadinanza attiva, nei quali sia chiaramente esplicitato il valore sociale e il carattere innovativo delle iniziative proposte, sia rispetto alle opportunità di consolidamento delle organizzazioni proponenti, sia rispetto all’impatto sociale nelle comunità in cui esse operano. Ciascun progetto avrà una durata massima di 12 mesi e potrà ricevere un contributo regionale nella dimensione massima di € 40.000, con una quota di finanziamento regionale massima del 90% del costo totale ammissibile del progetto approvato e un cofinanziamento a carico del soggetto attuatore pari almeno al 10%.

Possono presentare domanda soggetti del terzo settore che non hanno ricevuto finanziamenti nelle precedenti finestre temporali.

 

LINEE GUIDA PER LA RENDICONTAZIONE DEI PROGETTI – LINEA A

PREMESSA

 La Regione Puglia elabora le presenti “Linee Guida per la Rendicontazione dei Progetti – Linea A” contenenti le modalità cui devono i soggetti beneficiari dell’Avviso PugliaCapitaleSociale 3.0 emanato a valere sulle risorse ex artt. 72 e 73 del D.Lgs. n. 117/2017.

Per tutto quanto non richiamato specificamente nel presente documento si fa rinvio all’Avviso pubblico approvato con A.D. n. 5/2021 nonché alla normativa generale di rilievo comunitario, nazionale e regionale.

DISPOSIZIONI GENERALI

Per spesa effettivamente sostenuta dai beneficiari (soggetto proponente ed eventuali soggetti partner) si intende la spesa effettuata e giustificata da fatture e da bonifici, il cui titolo sia stato emesso e pagato nel periodo di ammissibilità.

Sono ammissibili le spese effettuate a decorrere dalla data di avvio del progetto e comprese entro la data di conclusione del progetto, ad eccezione di:

  • spese di progettazione ascrivibili alla fase progettuale, comunque successiva alla data di pubblicazione dell’Avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (n. 132 del 21/10/2021);
  • spese per attività di rendicontazione comunque sostenute e pagate entro il termine di presentazione della rendicontazione.

Non sono in ogni caso ammissibili le spese sostenute in contanti e le spese sostenute tramite compensazione di crediti e debiti e che, in generale, sfuggano alla tracciabilità delle operazioni.

L’importo massimo ammissibile è indicato nell’art. 7 dell’accordo regolante i rapporti tra Regione Puglia e Soggetto beneficiario per la realizzazione del progetto ammesso a finanziamento.

Eventuali variazioni in aumento del costo complessivo dell’intervento non determinano in nessun caso un incremento dell’ammontare delle spese considerate ammissibili, e restano a totale carico del soggetto beneficiario.

In caso di presenza di partenariato, il soggetto proponente è quello con cui la Regione intrattiene ogni rapporto amministrativo, organizzativo e finanziario, ed è quello che assume la responsabilità dell’attuazione del Progetto e del corretto utilizzo delle risorse complessivamente disponibili.

L’Amministrazione si riserva, in qualunque momento della vita del progetto, e comunque in fase di erogazione del saldo, di rideterminare il contributo finanziario concesso qualora, nel corso della realizzazione dello stesso, si dovessero verificare delle variazioni in diminuzione delle spese ammissibili.

Il beneficiario è obbligato a mantenere un sistema di contabilità separata e a indicare un conto corrente dedicato nel quale transiteranno tutti i movimenti finanziari rendicontati sul quale transiterà il contributo/rimborso della Regione Puglia.

Il soggetto beneficiario è obbligato a conservare e rendere disponibile, per ogni azione di verifica e controllo, la documentazione relativa all’operazione finanziata, ivi compresi tutti i giustificativi di spesa, per almeno cinque anni dalla data di erogazione del contributo finale (saldo).

Il soggetto beneficiario è obbligato a concludere il progetto entro 18 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo, pena la revoca del finanziamento e la restituzione di quanto eventualmente erogato dalla Regione Puglia, fatta eccezione per le proroghe concesse in attuazione dell’accordo.

Il soggetto beneficiario è tenuto all’osservanza delle procedure di rendicontazione e controllo indicate nelle presenti Linee Guida per la rendicontazione dei progetti – Linea A per i soggetti beneficiari.

SPESE AMMISSIBILI

Un costo, per essere ammissibile, deve essere:

  • pertinente e imputabile direttamente alle attività ammesse a finanziamento;
  • reale, effettivamente sostenuto e contabilizzato, cioè le spese devono essere state effettivamente pagate dai beneficiari nell’attuazione delle attività ammesse a finanziamento e aver dato luogo a registrazioni contabili in conformità alle disposizioni normative, ai principi contabili nonché alle specifiche prescrizioni in materia;
  • giustificato e tracciabile con documenti fiscalmente validi;
  • riferibile al periodo di vigenza del progetto: le spese devono quindi essere sostenute in un momento successivo alla data di avvio delle attività e comprese entro la data di conclusione del progetto, ad eccezione di:
    1. spese di progettazione ascrivibili alla fase progettuale, comunque successiva alla data di pubblicazione dell’Avviso sul BURP di cui all’A.D. 05/2021 (Bollettino n. 132 del 21/10/2021);
    2. spese per attività di rendicontazione comunque sostenute e pagate entro il termine di rendicontazione alla Regione.

I costi di progettazione e rendicontazione non potranno complessivamente superare il 5% del contributo regionale concesso.

Nell’ambito delle spese per le risorse umane dell’organizzazione proponente o dei soggetti partner (personale dipendente, consulenti esterni, ecc.), che complessivamente non potranno superare il 40% del contributo regionale concesso, i costi relativi a spese di segreteria, coordinamento e monitoraggio non potranno superare globalmente il 10% del contributo regionale concesso.

Le spese gestionali e di funzionamento non potranno eccedere il 5% del contributo regionale concesso (cfr. quadro economico).

Le spese per acquisizione di beni strumentali strettamente connesse all’implementazione dell’attività progettuale dovranno calcolarsi entro un limite massimo del 30% del contributo regionale concesso.

I limiti percentuali individuati per alcune voci e macro-voci di spesa rispetto al costo complessivo delle attività progettuali non possono essere superati né in fase di presentazione della proposta progettuale né successivamente nella fase di realizzazione e di rendicontazione finale.

Le spese ammissibili devono essere sempre imputabili in via esclusiva ad attività oggetto del progetto finanziato e devono essere riconducibili alle seguenti macro-voci:

  1. spese per acquisto di servizi e forniture strettamente connessi alle attività di progetto;
  2. rimborsi spesa di volontari nel rispetto delle norme di cui all’art. 17, commi 3 e 4 del Codice del Terzo settore;
  1. spese per l’assicurazione dei volontari;
  2. spese per la polizza fidejussoria;
  3. spese per la stampa e/o la produzione e la diffusione di materiale multimediale per la realizzazione di attività di comunicazione, sensibilizzazione e informazione;
  4. altre spese di gestione strettamente connesse con le attività previste dal

Tutte le spese imputabili al progetto saranno riconosciute al netto di IVA, tranne il caso in cui questa sia realmente sostenuta dal proponente, cioè non sia recuperabile.

La condizione di recuperabilità (o meno) dell’IVA deve essere attestata con apposita dichiarazione

sostitutiva di atto di notorietà da parte del soggetto beneficiario del contributo/rimborso.

La documentazione in originale, debitamente archiviata, deve essere conservata agli atti dal soggetto beneficiario e messa a disposizione degli uffici competenti per esercitare l’eventuale attività di controllo, e in ogni caso conservate per l’intero quinquennio successivo alla data di liquidazione del saldo del contributo/rimborso.

Nel caso di progetti realizzati in partenariato, ogni soggetto dovrà conservare i propri documenti in originale e il soggetto proponente dovrà conservare copia conforme all’originale dei documenti dei soggetti partners, in quanto soggetto responsabile verso la Regione della rendicontazione complessiva del progetto finanziato.

I documenti di spesa e pagamento devono essere:

  • riferiti esclusivamente alle attività ammesse a finanziamento;
  • relativi al periodo ammesso a finanziamento;
  • presentati in sede di rendicontazione finale in copia conforme all’originale, previo annullamento degli stessi titoli. Su ogni documento di spesa, ai fini dell’annullamento, deve essere apposta la dicitura “PugliaCapitaleSociale 0 (Progetti)” e accompagnati da dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con cui il legale rappresentante attesta che le spese sono riferite all’avviso “PugliaCapitaleSociale 3.0” e, più particolarmente, all’iniziativa ammessa a finanziamento.
  • riportati in un elenco dettagliato, con gli estremi degli stessi, data, oggetto, importo e il riferimento alla tipologia di attività di progetto indicata nella relazione

Infine, con riferimento ai beni durevoli acquistati, gli stessi devono essere contrassegnati con apposita etichetta indelebile riportante la dicitura: “Avviso Puglia Capitale Sociale 3.0. Bene acquistato con contributi della Regione Puglia a valere su risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali”.

ARTICOLAZIONE DELLE SPESE E DOCUMENTAZIONE DA TRASMETTERE

Le spese devono essere articolate nelle seguenti macro voci e voci di spesa ammissibili:

  1. Spese di funzionamento e gestionali (max 5 % del contributo regionale concesso) (sono escluse le spese per le risorse umane e quote di ammortamento, a pena di inammissibilità):
  • Gestione amministrativa (p. materiale di cancelleria);
  • Funzionamento e gestione (materiale didattico e beni di consumo/o forniture).
    1. Risorse umane (max 40% del contributo regionale concesso)
  • Progettazione e rendicontazione (max 5% del contributo regionale concesso);
  • Coordinamento, organizzazione, pianificazione temporale, monitoraggio delle fasi in itinere ed ex post (max 10% del contributo regionale concesso):

I relativi costi possono essere rimborsati solo se accompagnati da:

  • Incarico formale della risorsa umana sulla specifica attività di progetto o, in alternativa, ordine di servizio per l’assegnazione della risorsa umana alla specifica attività di progetto, se pertinente;
  • Copia dei cedolini;
  • Elenco giorni e orari delle attività svolte (timesheet);
  • Bonifico di pagamento;
  • F24 di versamento di eventuali oneri.

Per l’ammissibilità della spesa dovrà essere allegata la tabella di calcolo del costo orario della risorsa, sottoscritta dal consulente del lavoro, che dia conto di tutti gli elementi considerati per il calcolo medesimo (per es. qualifica/profilo professionale; CCNL applicabile; importo lordo orario; etc.).

  • Esperti nelle materie oggetto delle attività progettuali:

Con riferimento ai costi di acquisizione di servizi da consulenti esperti, è possibile il rimborso solo se essi sono accompagnati da:

  • Il curriculum vitae del consulente;
  • Il contratto di collaborazione;
  • La fattura o la notula di pagamento se il consulente non è possessore di IVA;
  • Il bonifico di pagamento;
  • F24 di versamento di eventuali oneri;
  • Relazione dettagliata sull’attività svolta e sui risultati

Volontari

  • Assicurazione contro infortuni e malattie e per responsabilità civile verso terzi;
  • Rimborso spese per vitto, alloggio e trasporto debitamente documentate e strettamente correlate all’iniziativa ammessa a finanziamento.
  • I costi relativi ai volontari possono essere riconosciuti solo se accompagnati da:
    • registro dei volontari dell’organizzazione dal quale si evinca l’iscrizione del volontario;
  • copia dell’assicurazione in favore dei volontari contro infortuni e malattie e per responsabilità civile verso terzi;
  • ricevute, fatture, copie di carte di imbarco e copie di biglietti di mezzi di trasporto accompagnate dalla dichiarazione del legale rappresentante dell’ente beneficiario, ai sensi del DPR 445/2000, che le spese afferiscono all’attività svolta dal volontario e autocertificazione del volontario, resa ai sensi dell’articolo 46 del DPR 445/2000, purché i costi non superino l’importo di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili;  bonifico di pagamento a rimborso, intestato al volontario.
  1. Servizi, forniture, beni strumentali strettamente connessi alle attività progettuali
  • Beni strumentali (max 30% del contributo regionale concesso);
  • Acquisizione servizi;

Con riferimento ai costi di acquisizione di beni e servizi, possono essere rimborsati solo se accompagnati da:

  1. la fattura intestata al soggetto proponente (e/o partner che gestisce una quota di finanziamento);
  2. bonifico di

E)      Spese per la polizza fideiussoria

  1. Altre spese non classificabili

 Le percentuali massime previste si calcolano sul contributo regionale concesso.

Con riferimento ai costi di acquisizione di beni e servizi, possono essere riconosciuti solo se accompagnati da:

  • Documentazione comprovante la selezione del fornitore (per preventivi, ricerche di mercato, etc.)
  • Contratto di acquisto oppure ordine controfirmato;
  • Fattura;
  • Bonifico di pagamento

L’acquisto di beni usati è consentito purché ricorrano le seguenti condizioni:

  • il venditore rilascia ricevuta/fattura per il bene acquistato e una dichiarazione attestante la provenienza esatta del materiale e che lo stesso, nel corso degli ultimi sette anni, non ha beneficiato di un contributo nazionale o comunitario;
  • il soggetto proponente rilascia una dichiarazione in cui attesta che: il prezzo del materiale usato non è superiore al suo valore di mercato ed è inferiore al costo di materiale simile nuovo (tramite preventivi o ricerche di mercato anche online);
  • le caratteristiche tecniche del materiale usato acquisito sono adeguate alle esigenze di progetto e sono conformi alle norme e agli standard

SPESE NON AMMISSIBILI 

Sono in ogni caso escluse dal finanziamento le seguenti spese:

  • IVA, se recuperabile;
  • Spese per imposte e tasse;
  • Spese legali per contenziosi, infrazioni, interessi;
  • Spese notarili, con l’eccezione dell’autentica delle firme sulla polizza fideiussoria;
  • Spese relative all’acquisto di scorte;
  • Spese di funzionamento generali rendicontate in maniera forfettaria;
  • Oneri connessi a ristrutturazione o all’acquisto di beni immobili;
  • Oneri connessi all’organizzazione e alla partecipazione ad appuntamenti istituzionali delle organizzazioni proponenti (ad es. congresso nazionale, regionale o provinciale, seminari e convegni, raduni, );
  • Oneri relativi a seminari e convegni non finanziati nell’ambito del progetto;
  • Spese per gli oneri connessi all’adeguamento di autoveicoli o attrezzature;
  • Ogni altra tipologia di spesa non strettamente finalizzata e riconducibile alla realizzazione del progetto

Non sono considerati ammissibili i costi relativi ad “imprevisti” o a “varie”.

Non si considerano documenti probatori le autofatture, le fatture pro-forma ed i preventivi, né saranno considerate ammissibili fatture emesse da soggetti partner o soggetti collaboratori di progetto.

MODALITÀ DI RENDICONTAZIONE

La rendicontazione ha ad oggetto l’investimento complessivo ammissibile compresa la quota a carico del soggetto beneficiario e di eventuali soggetti partner.

Il soggetto beneficiario è tenuto a verificare la rispondenza delle spese a quanto previsto dall’avviso e dalle presenti linee guida, nonché la congruità delle tariffe professionali delle risorse umane eventualmente portate a rendicontazione e il rispetto della normativa fiscale e previdenziale.

In caso di partenariato, il soggetto proponente è quello con cui la Regione intrattiene ogni rapporto amministrativo, organizzativo e finanziario, ed è quello che assume la responsabilità dell’attuazione del Progetto e del corretto utilizzo delle risorse complessivamente disponibili

Si rimanda all’art. 9 dell’accordo per tutto quanto relativo alla presentazione della polizza fideiussoria, da redigere secondo lo schema allegato alla presente (ALLEGATO n.1) e successiva appendice.

ANTICIPAZIONE

Al fine di richiedere l’erogazione dell’anticipazione, nella misura del 80%, occorre:

  1. presentare la domanda di pagamento sottoscritta dal rappresentante legale del soggetto beneficiario del finanziamento, completa di comunicazione di avvio attività (ALLEGATO n. 2);
  2. trasmettere la polizza fideiussoria di importo pari alla quota di anticipo (80%) del finanziamento regionale concesso per il

Per poter richiedere la prima anticipazione il beneficiario deve aver provveduto ai primi adempimenti ex art. 3 dell’accordo, ovvero aver comunicato l’avvio delle attività, trasmesso la documentazione inerente l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie connesse allo svolgimento delle attività, nonché per la responsabilità civile verso terzi dei volontari, comunicato gli estremi del conto corrente dedicato, confermato il Responsabile dell’attuazione del progetto, ove individuato.

RENDICONTAZIONE FINALE

 Quando rendicontare

La rendicontazione finale è effettuata ad avvenuto completamento dell’intervento.

L’erogazione del saldo pari al residuo 20% del finanziamento regionale, già anticipato dal beneficiario, avverrà a seguito di presentazione della domanda di pagamento del saldo, di tutta la documentazione probatoria delle spese sostenute e della relazione finale di attuazione.

Come rendicontare

Per richiedere l’erogazione finale nell’ambito del residuo 20% dell’importo definitivo concesso,

occorre predisporre ed inviare esclusivamente a mezzo PEC la seguente documentazione:

  • Domanda di pagamento del saldo (Allegato 3) con indicazione specifica dell’importo della quota di contributo già ottenuta;
  • Relazione finale sull’attività svolta completa di descrizione delle attività realizzate e degli obiettivi raggiunti in attuazione della proposta progettuale;
  • Attestazione finale del legale rappresentante (Allegato n. 4) rilasciata ai sensi e per gli effetti degli 47 e 76 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, dal legale rappresentante del soggetto beneficiario e di eventuali soggetti partner, ove risulti che:
    • si tratta della rendicontazione finale e totale del progetto;
    • siano state rispettate le norme vigenti in materia di concorrenza, di informazione e pubblicità, di tutela dell’ambiente e delle pari opportunità;
  • siano state adempiute tutte le prescrizioni di legge, ivi comprese quelle in materia fiscale, in materia di contrasto al lavoro non regolare;
  • la spesa sostenuta sia pertinente e congrua ed è stata effettuata per lo svolgimento di attività riferite all’iniziativa ammessa a finanziamento entro i termini di eleggibilità del rimborso;
  • per le spese inserite in rendicontazione non sono stati ottenuti ulteriori rimborsi, contributi da parte di altri soggetti pubblici nazionali, regionali, provinciali e/o Pertanto, dichiara che, per le suddette spese, il soggetto richiedente non ha già ricevuto, a qualunque titolo, risorse finanziarie da enti pubblici.
  • il completamento delle attività progettuali è avvenuto nel rispetto degli obiettivi.
  • Prospetto di rendicontazione analitica delle spese sostenute (Allegato 5);
  • Scheda riepilogativa dei documenti giustificativi di spesa, presentati e allegati (Allegato n. 6);

Documentazione fotografica attestante l’avanzamento progettuale.

 Verifica regionale

Per procedere all’erogazione del saldo, la Regione determina il contributo finanziario definitivo a conclusione del progetto in seguito alla verifica di ammissibilità di tutte le spese rendicontate e all’accertamento che l’attuazione del progetto sia completa.

Il mancato accertamento di tali requisiti comporta la revoca delle agevolazioni concesse).

A seguito determinazione della suddetta verifica la Regione eroga il saldo del contributo nella misura dell’importo rideterminato al netto delle somme accertate non ammissibili della spesa rendicontata e certificata. In tal caso gli oneri aggiuntivi ai fini della copertura del costo totale del progetto restano a carico del soggetto beneficiario.

In caso di mancato completamento dell’operazione ammessa a contributo la Regione procede alla revoca e al recupero delle somme già erogate.

TRACCIABILITÀ DEI FLUSSI FINANZIARI

L’attuazione delle norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari, si esplica principalmente attraverso i seguenti adempimenti, che devono essere considerati obbligatori per tutti i soggetti beneficiari (compresi eventuali partner di progetto) dei finanziamenti pubblici concessi:

  1. utilizzo di conti correnti dedicati alle commesse pubbliche, anche in via non esclusiva. Ne consegue che sia i pagamenti effettuati dalla Regione Puglia a favore dei beneficiari sia quelli effettuati dai beneficiari nei confronti di altri operatori economici devono transitare su conto corrente dedicato; in altri termini, la norma stabilisce, quale obbligo a carico degli operatori della filiera, l’apertura ovvero la formale individuazione di un conto corrente dedicato, su cui andranno effettuate le operazioni sia in entrata che in uscita (incassi e pagamenti); qualora i conti correnti dedicati siano più di uno gli stessi dovranno tutti essere preventivamente indicati all’ente pubblico che è titolare del finanziamento (la Regione Puglia nel caso di specie);
  2. effettuazione dei movimenti finanziari relativi al finanziamento esclusivamente con lo strumento del bonifico;
  3. Indicazione nella domanda di pagamento che tutte le spese sostenute e rendicontate sono riferite all’iniziativa finanziata con PugliaCapitaleSociale 3.0 e che le medesime non sono state oggetto, a qualunque titolo, di altre risorse finanziarie da enti

È onere dei soggetti tenuti all’osservanza degli obblighi di tracciabilità conservare la documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi.

PROGETTI ETS PRESENTATI E APPROVATI DALLA REGIONE PUGLIA.

4 marzo 2024
Puglia Capitale Sociale 3.0 – Associazione Ubuntu – Progetto “Think reaction”

23 febbraio 2024
PugliaCapitaleSociale 3.0 – UP Associazione di promozione sociale – Progetto “Verso una comunità sostenibile tra sogno e memoria

15 febbraio 2024
PugliaCapitaleSociale 3.0 – Associazione Genitori Insieme odv – Progetto “MacchèO”

8 febbraio 2024
PugliaCapitale Sociale 3.0 – AIRSA: Progetto “Cittadino attivo, Paziente digitale”

1 febbraio 2024
Puglia CapitaleSociale 3.0 – APS Forum Agricoltura Sociale Puglia: “Il calore della natura: visioni di inclusione civilMente possibili”

24 gennaio 2024
Puglia Capitale sociale 3.0 – APS TrulloSociale.net – Progetto “AugelluzziBeneComune (ABC) 2.0 : i custodi della bellezza”

17 gennaio 2024
Puglia Capitale Sociale 3.0 – Perbene Aps: Progetto “Per i minori perché nessuno è minore”

10 gennaio 2024
Puglia Capitale sociale 3.0 – Bosco Trullallero APS – Progetto Scuola all’aperto

19 dicembre 2023
Puglia capitale sociale 3.0- Nuova Associazione Musicale “Salvatore Gira” – DRITTI AI C(U)ORI

12 dicembre 2023
Puglia capitale sociale 3.0 – APS 5 Porte Storiche Città di Lucera – “Patrimoni generativi”

5 dicembre 2023
Puglia capitale sociale 3.0 – Fondazione Div.ergo-ONLUS: Progetto ESSENZE

21 novembre 2023
Puglia capitale sociale 3.0 – Associazione Tavole Magiche – Progetto Statemi a sentire

13 novembre 2023
Puglia capitale sociale 3.0 – LAVORI IN CORSO APS – Progetto “Spazio Mikhael”

31 ottobre 2023
Puglia Capitale sociale 3.0 – APS Il Borgo delle Arti – Progetto Teatro senza età

24 ottobre 2023
Puglia capitale sociale 3.0 – APS Pietra su Pietra – Progetto “Fuori dagli Schermi”

17 ottobre 2023
Puglia capitale sociale 3.0 – Aps Puglia senza ostacoli – Progetto Disconnessi

9 ottobre 2023
Puglia Capitale Sociale 3.0 – La voce dei protagonisti – Mondo Nuovo APS – Progetto “NONNI CONNESSI”


ARTICOLO A CURA
DI STEFANO CARBONARA

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Direttore Antonio Losito, giornalista pubblicista

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