Il crollo di Porto Giardino
L’intervento relativo al ristorante Porto Giardino attiene alla messa in sicurezza del sito e al ripristino dell’agibilità a seguito della violenta mareggiata che nella notte fra il 5 e 6 febbraio 2020 causò il crollo della falesia e di una porzione del sovrastante ristorante.
Fortunatamente, scansata la tragedia, la vicenda è rimasta quale dramma esclusivo dei titolari che hanno cominciato, a proprie spese, e in solitudine, un’avventura kafkiana nei meandri degli apparati amministrativi italiani per rimediare a quell’impeto della natura.
In particolare l’evento naturale ebbe ad attingere una delle cinque travi su cui insiste la sala e una parte dell’area scoperta.
Per quell’evento straordinario che in realtà interessò tutto il litorale pugliese con danni registratisi dalle Isole Tremiti a San Foca, la Regione Puglia emanò una delibera di giunta con cui chiese al Governo (ma non ottenne) la declaratoria dello stato di emergenza. Il problema dell’erosione, sottovalutato da tutte le amministrazioni, in disparte le consuete ed immancabili uscite mediatiche, tocca molto da vicino la nostra regione con delle situazioni di assoluto rischio e pericolo che c’è da augurarsi non esitino in tragedie.
Autorizzazioni dei lavori
Per il cedimento della falesia in questione l’iter amministrativo per il rilascio dell’autorizzazione comunale è stato molto complesso poiché il Comune di Monopoli per pervenire al proprio assenso all’idea progettuale ebbe previamente (e correttamente) ad interessare una pluralità di enti deputati alla cura dei numerosi e delicati interessi in gioco, fra i quali il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Provveditorato interregionale alle opere marittime, la Prefettura di Bari, le Capitanerie di Bari e Monopoli, numerosi uffici della Regione Puglia (dal demanio marittimo al rischio sismico, la protezione civile, ambiente, etc.), la Città Metropolitana di Bari, l’Agenzia del Demanio, la Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici, l’Autorità Distrettuale di Bacino dell’Appennino Meridionale, l’Agenzia del Demanio, l’Agenzia delle Dogane ed altri.
Come ciascuno intende, trattasi di percorso amministrativo complesso e tortuoso.
Opere previste

Nello specifico, venendo all’intervento, questo riguarda la rimozione di tutti gli sfabbricidi, le travi e gli elementi strutturali sospesi mediante mezzi speciali dotati di bracci aerei e lame per il taglio degli elementi strutturali, la ridefinizione dei solai e le verifiche di idoneità statica dell’intera sagoma del fabbricato.
A tal fine, dato che è stato vivamente sconsigliato di “appesantire” oltremodo le grotte con i mezzi meccanici e che i fondali sono troppo bassi per consentire operatività alternative, si è inteso realizzare un temporaneo livellamento in mare con massi naturali certificati provenienti da cave autorizzate, posizionato su tessuto geo-tessile, ove transiteranno i mezzi meccanici, saranno posizionate le piattaforme aeree, montati gli eventuali ponteggi o altri sistemi che garantiscano la sicurezza degli operatori nonché le impalcature necessarie per le opere di messa in sicurezza e ripristino dell’agibilità dell’intero edificio che affaccia sul mare e non soltanto della porzione attinta dal crollo.
A scopo cautelativo, in esecuzione delle prescrizioni del responsabile della sicurezza, sono stati posizionati massi naturali a terra per prevenire eventuali cedimenti dei terrapieni dovuti alla movimentazione dei mezzi di trasporto delle macerie e consentire al personale di operare nel rispetto dei decreti sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.
E’ stata realizzata una rampa di accesso all’arenile. I massi naturali che attualmente sono temporaneamente allocati in spiaggia nell’area di cantiere, su geo-tessuto certificato, onde evitare dispersioni di inerti, saranno rimossi a fine lavori. Sarà ridefinita la sagoma del fabbricato.
In tempi supersonici per la burocrazia italiana si è giunti all’approvazione del progetto.
Impegno della famiglia Maellaro

Al di là delle speculazioni politiche montate da menti completamente digiune di diritto, di iter tecnici-amministrativi allorquando si operi sul demanio marittimo, nonché di rilievi da parte di taluni sedicenti ambientalisti (della domenica), vi è da dire che è comprensibile ed auspicabile la genuina attenzione degli utenti del sito per un posto che la provvidenza -e tanto instancabile lavoro- hanno assegnato alle cure e alla responsabilità della famiglia Maellaro allorquando nostro padre oltre sessanta anni or sono realizzò Porto Giardino dando il nome ad una spiaggia la cui cura e bellezza è riconosciuta a livello internazionale. Una responsabilità che ci sovrasta, per uno dei pochi esempi di continuità aziendale, familiare e turistica della nostra città.
Sono stati proprio loro, i clienti storici, a foderarci di coraggio nel momento in cui eravamo allo stremo psicologico e sull’orlo di abbandonare i sacrifici che da tre generazioni e fra mille difficoltà vedono la nostra famiglia offrire il proprio umile apporto e produrre lavoro per tante altre.
Sono pervenute telefonate di sostegno da tutta l’Italia e non solo. La nostra solitudine è stata di altro tipo.
Senza cedere a patetici sentimentalismi, dalla nostra realtà sono passati negli anni centinaia e centinaia di collaboratori, dipendenti, migliaia di famiglie, clienti, che ne richiedono rispetto.
Il senso di responsabilità unito all’attenzione ai valori paesaggistici ed ambientali lo abbiamo imparato sin dalla nostra nascita avvenuta in un certo qual modo in mare e grazie al mare che ci ha allevati negli anni, e probabilmente lo abbiamo affinato con la nostra formazione.

Di salsedine sono intrise le nostre ossa e quelle dei nostri genitori che nell’immediato dopoguerra, senza grandi mezzi, dedicarono la vita a questo pezzo di litorale, tirando avanti con il sudore della fronte una numerosa famiglia. Anche la loro memoria merita rispetto.
Ringraziamo pure i dispensatori di consigli non richiesti e, altresì, coloro che hanno denigrato un’apparente inerzia nell’iniziare i lavori che in realtà altro non era che attenzione a tutti i complessi iter tecnico-amministrativi.
Osservanza di norme e prescrizioni

è per tale ragione che ci stiamo muovendo nel rigido perimetro delle prescrizioni imposte dalle varie autorità intervenute sotto il monitoraggio continuo ed attentissimo della locale Capitaneria di Porto, dei tecnici comunali che controllano il cantiere sin dal suo insediamento, nonché dei nostri consulenti tecnici, progettisti, direttori dei lavori e responsabili della sicurezza.
In tale ambito abbiamo dato seguito -e stiamo ancora dandone- alle prescrizioni delle varie autorità come, per esempio, quelle imposte giustamente dalla Soprintendenza che, fra l’altro, ha richiesto la sorveglianza archeologica, anche subacquea.
A tal fine, prima dell’accesso a mare per la rimozione dei detriti, i fondali sono stati ispezionati da archeologi ed operatori subacquei supportati da natanti autorizzati per valutare la presenza di reperti archeologici.
In accordo con il direttore dei lavori è stato commissionato ad una primaria azienda nazionale uno studio per verificare il rischio magnetometrico di tutto il fondale antistante lo specchio acqueo allo scopo di accertare la presenza di eventuali ordigni bellici e procedere alla relativa bonifica.
Non sono state tralasciate le necessarie indagini relative ai popolamenti animali e alle biocenosi in accordo con enti a tal fine preposti aventi sedi operative nell’Università di Bari che operano con biologi marini qualificati e operanti nell’ateneo barese. L’attenzione per i valori paesaggistici ed ambientali è massima e sotto la lente vigile dei numerosi enti preposti.
Gli atti amministrativi e tutti i documenti relativi a questa vicenda sono a disposizione di qualsiasi studente universitario voglia elaborarci una tesi di laurea, nell’auspicio che l’attenzione ai problemi idro-geologici, in epoca di cambiamenti climatici, venga focalizzata nella giusta misura.
Al momento siamo impegnati a restituire quanto prima la spiaggia e il ristorante all’uso dei frequentatori e sicuramente per l’inizio della prossima stagione balneare.
Nicolò Maellaro
Socio della Porto Giardino SAS








Un tratto di costa particolarmente bello, una struttura antica e un appuntamento estivo, a cui turisti e residenti non rinunciavano, senza addentrarmi in questioni tecniche che non conosco, l’erosione della costa, rischia di danneggiare il nostro comune patrimonio..