INTERVISTA A VITO PERTOSA
28 novembre 2022

Ho iniziato, con mio papà Angelo, nel settore delle macchine agricole, a costruire e vendere rimorchi agricoli. Allora ero studente in Medicina.
Ho lasciato gli studi per dedicarmi al lavoro incominciando dalla gavetta.
Abbiamo realizzato una prima “gruetta su piattina”, una piccola gru posta su un rimorchio con ruote in ferro. Ha avuto successo e larga applicazione nel campo ferroviario.
Nella fabbrica della MerMec, Meridional Meccanica, con sede in Monopoli abbiamo cominciato con 15 operai.
Con i successivi investimenti siamo arrivati oggi a 2.000 dipendenti, di cui 1.400 ingegneri provenienti da 71 nazioni, con sedi in Italia (Monopoli, Mola di Bari, Milano, Torino, Genova, Treviso, Calabria) e in tutto il Mondo ( Francia, Spagna, USA, Giappone).

Abbiamo puntato su prodotti sempre innovativi, all’insegna del motto “ Fare quello che gli altri non fanno”. Oggi siamo avanti di due anni rispetto ai maggiori competitor. Siamo la prima azienda in prodotti di diagnostica elettronica per la sicurezza delle ferrovie in Italia e nel Mondo. Mentre accade che molti italiani, specie giovani ingegneri, vadano all’estero per lavorare, da noi succede che vengano dall’estero.
L’attività deve fare i conti ogni giorno con tanti problemi. In Italia il primo è la burocrazia, con conseguenze pesanti nelle scelte e negli investimenti aziendali. Solo per avviare una pratica al Ministero si impiega oltre un mese, ma molti mesi ed anni per concluderla.
Si assiste anche a casi di follia, vedi il blocco dei lavori per il raddoppio di un tratto di ferrovia nei pressi di Bari per la presenza di vegetazione. Cosa che all’estero non avverrebbe.
Dalle ferrovie siamo passati all’aeronautica e allo spazio. Nel 2016 abbiamo messo in orbita un satellite costruito nelle nostre fabbriche, ne abbiamo altri 16 in progetto. Un satellite può costare fino ad un miliardo di euro. L’Italia è la terza nazione nel mondo ad avere satelliti che girano intorno alla terra.
L’ ESA, Agenzia Spaziale Italia e quella Europa, stanno realizzando una costellazione satellitare per l’osservazione della Terra, posta a 300-400 km di altezza. Sarà pronta nel 2027, prenderà il nome di “Iride”, come annunciato dalla nostra astronauta Samantha Cristoforetti.
Grazie all’osservazione dall’alto, si potranno aiutare i cittadini, contrastando il dissesto idrogeologico e gli incendi, si potranno tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria, l’inquinamento, le condizioni meteorologiche, navi in pericolo, le stesse imbarcazioni dei migranti, si potrà fare un’agricoltura di precisione.
I satelliti sono fondamentali per le telecomunicazioni. Musk ne ha in progetto 10.000.
Purtroppo in Italia gli interventi e le attenzioni verso le imprese del settore si sono dimostrate finora scarse. Si spera in una inversione di rotta con il nuovo governo, che speriamo introduca il “presidenzialismo” per assicurare più stabilità alle istituzioni, maggiori certezze alle aziende, più rating all’Italia.
Comunque io mi sento italiano, vivo e sono felice di stare al Sud, a Monopoli, da cui è partita un’azienda affermata in tutto il mondo.
Laudatio a Vito Pertosa
del Direttore Generale della Banca d’Italia e Presidente dell’IVASS
Salvatore Rossi
Roma, 6 Dicembre 2018
Conosco Vito Pertosa da vari anni, il che da un lato mi rende adatto a tesserne le lodi, dall’altro mi espone al rischio di parzialità. Pazienza, correrò questo rischio, cercando solo di attenuarlo un po’.
Inizierò allora da un articolo che gli ha dedicato Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera il 5 luglio scorso, ripreso lo stesso giorno dal sito Dagospia col magnifico titolo “Tarallucci e razzi”. Anche ieri il Corriere riservava un articolo al Nostro, con un bel richiamo in prima pagina, ma io preferisco rifarmi a quello di luglio, più informativo sul personaggio.
L’articolo nasceva dalla notizia dell’accordo fra Vito Pertosa e Richard Branson, il fondatore della Virgin, per trasportare nello spazio satelliti o componenti fatti della Sitael, un’azienda che fa capo allo stesso Pertosa. Stella lo descrive così: “un provinciale alto alto, magro magro, giacca, cravatta, un aspetto da travet che può imbrogliare chi ne ignora il coraggio, l’estro e la lungimiranza di costruire aziende a larghissima maggioranza di ingegneri e scienziati”. Una descrizione, fisica e morale, perfetta.
I tarallucci del titolo di Dagospia fanno ovviamente riferimento alla pugliesità di Pertosa, che lui esibisce orgoglioso, cosa che io, pugliese emigrato, sotto sotto ammiro.
Il Cavaliere del Lavoro Vito Pertosa nasce a Monopoli, in provincia di Bari, cinquantanove anni fa. I suoi prodotti girano il mondo da molti anni, e lui con loro, ma la sua casa e il centro delle sue attività sono sempre a Monopoli.
Io lo incontrai per la prima volta dieci anni fa o più, al tempo in cui intensamente intervistavo imprenditori in tutta Italia per capire se davvero la nostra economia fosse avviata al declino. A quel tempo Vito era il capo della MerMec. Un gioiello di tecnologia: fabbricava treni per il controllo e la misurazione di binari e linee elettriche aeree. Treni zeppi di apparecchiature elettroniche. Mostruose meraviglie, vendute a compagnie ferroviarie e
metropolitane di tutto il mondo.
Mi indirizzò lì la Sede di Bari della Banca d’Italia. M’ero rivolto a loro perché mi segnalassero imprenditori locali a cui rivolgere le mie domande scomode. Fu un’esperienza, la mia, molto intensa, perché mi fece capire come anche al Sud, anche nella mia Puglia, potessero nascere e prosperare realtà produttive dinamiche e proiettate nel futuro.
Su questo tornerò fra un attimo. Vito mi raccontò gli inizi dell’azienda. Suo padre e lui fabbricavano carretti per trasportare materiali agricoli nei campi. Oggetti semplici, ruote e ferro. Passarono a fare piccoli carri ferroviari, e da lì si spalancò un futuro di sofisticazione crescente.
Qualche tempo dopo quell’intervista, io l’avevo nel frattempo perso di vista, Vito vendette la MerMec per lanciarsi in altre avventure. Diventò un “capitalista di ventura”, come si dice in gergo finanziario, cioè una figura di quelle che prosperano in economie avanzate come quella americana o israeliana ma sono rare in Italia, ancor più al Sud.
Attenzione, il capitalista di ventura non si limita a mettere capitali in aziende neonate, capitali propri o di propri amici; il vero venture capitalist è un imprenditore lui stesso, conosce il mercato, entra nelle aziende soprattutto per assistere il fondatore nella messa a punto di strategie commerciali e nella gestione, per accompagnarlo verso una dimensione consistente, magari verso una quotazione.
Così ha fatto Vito, prendendosi cura di due aziende nate da poco, la Blackshape che costruisce aerei superleggeri e la Sitael che fa microsatelliti. Ha contribuito a farle crescere, a imporsi sui mercati di tutto il mondo. Di nuovo alta tecnologia, di nuovo innovazione spinta: ingegneri e scienziati, come dice Stella. Di nuovo aziende della sua terra, Monopoli, Mola di Bari.
Nel frattempo ha ricomprato la MerMec, la sua prima creatura, che investitori poco accorti stavano mettendo nei guai. L’ha risollevata, l’ha riportata ai fasti di un tempo.
Le tre aziende che ho citato fanno ora tutte parte del gruppo Angel, che Vito Pertosa ha fondato e guida come una holding di partecipazioni.
Dicevo del Sud e delle sue potenzialità. Si argomenta spesso che l’economia meridionale sarebbe prigioniera della sua società e delle sue istituzioni, inadatte a favorire lo sviluppo. Capitale sociale scadente, amministrazione pubblica più inefficiente a parità di risorse, burocrazia più soffocante a parità di norme rallentano o impediscono la marcia delle imprese, ne soffocano lo slancio.
Tutto questo è vero in molti casi, ma vi sono anche felici eccezioni. Vi sono imprenditori e imprese che sfidano la gravità, un po’ come i razzi che i visionari Pertosa e Branson pensano di lanciare dal futuro spazioporto di Grottaglie.
Una gravità fatta di comportamenti, di prassi, di modelli amministrativi, che fa ripiombare a terra la più dinamica delle iniziative imprenditoriali.
Ma non quelle di Vito Pertosa. Perchè è fortunato, simpatico, sorridente? No, perché è bravo e astuto. O meglio, come si dice in Piemonte, perché si è “fatto furbo”, ha cioè imparato a moltiplicare e ad affinare i suoi talenti in un ambiente più ostile all’impresa e al mercato che in altre aree territoriali italiane.
Pertosa sfrutta peraltro benissimo i vantaggi dello stare al Sud, o almeno in alcune zone del Sud, perché ci sono vantaggi, non solo svantaggi. Utilizza un capitale umano abbondante e di buona qualità, sfornato da buoni Politecnici, che altrimenti prenderebbe la via dell’emigrazione qualificata, del brain drain.
Lavorare per le sue aziende è talmente attraente da indurre anche alcuni laureati del Centro-Nord a trasferirsi vicino ai suoi stabilimenti. Anche perché quelle aziende sono collocate in un territorio ubertoso e dal clima favorevole, in cui è più facile vivere. Gli stessi svantaggi del Sud, ad esempio in fatto d’infrastrutture, materiali e immateriali, sono peraltro, in quella zona della Puglia, meno accentuati che altrove.
Insomma è possibile anche al Sud fare impresa con successo, Pertosa e le sue aziende lo dimostrano appieno. Certo, occorrono condizioni minime al contorno, senza le quali non si esce dal sottosviluppo. Ma, soprattutto, occorrono doti personali spiccate nell’imprenditore.
Quelle che Vito Pertosa possiede in abbondanza e che sono la ragione del premio che abbiamo deciso di dargli oggi.
GRUPPI INDUSTRIALI
Il Gruppo MERMEC opera nell’ambito della ricerca, progettazione, costruzione, commercializzazione, installazione e manutenzione di veicoli e sistemi di misura per la diagnostica dell’infrastruttura ferroviaria e dei rotabili, di sistemi di segnalamento ferroviario, di sistemi di misura dei prodotti dell’industria siderurgica, di veicoli ed attrezzature per la manutenzione delle linee ferroviarie nonché servizi di misura in ambito ferroviario.
Tali servizi constano dell’utilizzo di veicoli e sistemi di proprietà del Gruppo e di personale altamente specializzato, al servizio dei gestori delle infrastrutture ferroviarie, per monitorare costantemente lo stato di sicurezza delle infrastrutture stesse e produrre dei report periodici finalizzati alla pianificazione ottimale delle attività manutentive della rete ferroviaria.


Il Gruppo MERMEC è nato come società per azioni nel 1988, annovera oggi diverse sedi secondarie e stabili organizzazioni all’estero, consentendole di operare in diverse aree geografiche a livello internazionale. MER MEC S.p.A. è attiva inoltre nella produzione di software per la gestione e manutenzione degli asset ferroviari e nella consulenza specializzata.
Nel corso del 2018 il Gruppo ha proseguito la propria politica di espansione, con l’obiettivo di avere una maggiore presenza sul territorio nazionale ed internazionale ed ampliare la gamma di prodotti e servizi da offrire ai clienti presenti in tutto il mondo.
A seguito delle operazioni societarie del 2018 il Gruppo MERMEC include, oltre alla capogruppo MER MEC S.p.A., altre 19 realtà operative controllate.
La composizione dei suddetti organi è così costituita: Consiglio di amministrazione Presidente e Amministratore Delegato Vito Pertosa, Vice Presidente Sergio De Luca, Consiglieri Carlo Moser, Chiara Pertosa, Angelo Matteo Pertosa,
Collegio Sindacale Presidente Roberto Branchi, Componenti del Collegio Antonio Donato Favuzzi, Marco Castelli, Deloitte & Touche S.p.A.
La Società di revisione del Bilancio del Gruppo è la Deloitte.
Nel settembre 2020 Chiara Pertosa è stata nominata membro del CDA del Politecnico di Bari.
MERMEC è società partecipante di “ANGEL GROUP INVESTMENTS”, Holding Industriale ad alto contenuto tecnologico, operante nei settori: Ferroviario, Spazio, IOT, Aeronautica, presente in 71 nazioni e con 2.000 dipendenti, 1.400 dei quali sono ingegneri.
Le principali aziende appartenenti a questo gruppo, che continuano a vivere una forte fase di espansione, sono MERMEC con sede a Monopoli, BLACKSHAPE, con sede a Monopoli che fa aerei in fibra di carbonio e SITAEL con sede a Mola di Bari, che produce satelliti.









Sono il sig.n.durante e desidererei incontrare personalmente l’ing pertosa
Sarebbe utile x entrambi non con questa mail esternare il mio pensiero.
Ho vissuto a monopoli x circa 7 anni ,sono nato a Putignano(ba) ho lavorato , nella pubblica amministrazione.in pensione ora.sono affascinato dalla persona pertosa vito ………ciao ingegnere
Non sono il sig. Vito Pertosa. Sono l’autore dell’articolo. Non ho contatti del Pertosa.