10 luglio 1976. Disastro di Seveso. Fuoriuscita della diossina TCDD dallo stabilimento ICMESA. Investì anche Desio, Meda e Cesano Maderno. I primi giorni ci furono pochi allarmi. Poi scoppiò l’inverosimile.
Ha insegnato a tutti che lo sviluppo non può prescindere da salute, ambiente e diritti.
Questa pagina drammatica di storia ha dato vita a una eredità e a profonde riflessioni.
A cinquant’anni da quell’evento, vediamo rilanciata con forza una lezione storica. Soprattutto etica. Ha segnato la storia dell’Italia. Una delle più gravi catastrofi ambientali. Ha trasformato radicalmente la percezione del rischio industriale, della tutela ambientale e della salute pubblica.
Una eredità non positiva, che nei decenni ha sottolineato approfondimenti e commenti: una chiara consapevolezza sui diritti e sulla vita. Immediatamente dopo il disastro, la società e il dibattito pubblico affrontarono dilemmi etici e sanitari senza precedenti. Con le pressioni e le scelte drammatiche legate alla salute riproduttiva.
Ha costretto l’Europa a dotarsi di normative rigorose per controllare e prevenire i grandi rischi industriali.
Quell’area molto contaminata è stata bonificata e riconvertita. Adesso è area protetta. Simbolo di resilienza. Marchio del Patrimonio Europeo.
La tutela è ribadita negli anniversari, perché la lezione di Seveso impone delle regole. Non ci può essere sviluppo industriale senza lavoro dignitoso e protezione assoluta della salute, della comunità e dell’ambiente.
La memoria di questi eventi costringe tutti a una serena riflessione sul futuro e sullo sviluppo del territorio dell’intero Paese. Sempre al centro del dibattito nazionale.
La successiva “Direttiva Seveso” ha cambiato le regole per tutte le industrie chimiche europee. Anche le storie degli innumerevoli testimoni e dei medici, che hanno gestito tutta l’emergenza in prima persona.
Il progetto di bonifica e l’evoluzione del bosco circostante, a distanza di mezzo secolo ha dato vita alla consapevolezza di un impegno totale. Una delle prime catastrofi, che ha mostrato l’enorme tossicità della diossina e ha legato indissolubilmente ambiente e salute umana.
La gestione dell’emergenza ha dato la possibilità di creare una legislazione europea. Per la sicurezza degli impianti. Ha radicalmente modificando il rapporto tra la tutela dei lavoratori e delle comunità e il profitto delle imprese.
La memoria ci consegna le aree più contaminate bonificate e trasformate in un parco naturale.
Sui media e sulle testate giornalistiche nazionali, la ricorrenza è stata celebrata con documentari e riflessioni, che mettono in evidenza come questa tragedia per sempre ha cambiato l’Italia e l’Europa. A favore della sicurezza industriale.
Antonio Losito