Signor Presidente
In un paese involgarito da campagne di odio e di veleno, in cui le donne sono sempre più frequentemente oggetto di insulti beceri, non si può che condividere il Suo gesto di uomo perbene che ha espresso la sua solidarietà all’on. Giorgia Meloni per gli insulti sessisti ricevuti da un docente universitario.
Io, come donna, non posso che accogliere con compiacimento il suo intervento.
Come quelli giunti, in tutta fretta, da ambo i lati del Parlamento.
Adesso che la bella gara di civiltà pare conclusa, qualcos’altro va detto.
Ci scusi se ci permettiamo.

Ma, qualcosa qui non torna. Abbiamo, in Parlamento e fuori, un lungo elenco di donne insultate da quegli egregi signori, che oggi si strappano i capelli (chi ancora li ha) Amarcord…quando un Cavaliere ancora vincente e giovanile, telefonò in diretta ad una trasmissione, per insultare la senatrice Rosy Bindi, presente in sala, mentre tutti ridevano.
Per la verità l’allegro Cavaliere non risparmiò i suoi lazzi e frizzi di troglodita maschilista neanche alla signora Angela Merkel, facendoci fare una figuraccia in tutta Europa.

Chissà se in quell’occasione il Ministero degli Esteri o i consiglieri del Nostro sentirono il bisogno di chiedere scusa alla signora!
A quei felici tempi si poteva: il nostro grande leader era una delizia nel mondo con le sue esilaranti barzellette sessiste.
Lui, gran Dongiovanni, sì che ne sapeva di donne, di quelle che vale la pena frequentare e di quelle di cui si può ridere.
E sia! Ognuno dà ciò che può e che ha!

Ma torniamo in Italia. Ancora un campione di buona educazione e di feccia viva e perenne:
Calderoli, deputato (o senatore) leghista paragonò la ministra Cecile Kienge, di colore, ad un orango.
E, dagli alti e bassi scranni, tutti tacquero!
Anche la Presidente della Camera Laura Boldrini, per tutta la durata del suo mandato, fu fatta oggetto di una vera persecuzione quotidiana da parte del Capitano Verde, dagli estimatori leghisti e dai devoti della gentile signora Giorgina.

Credo che mai si sia toccato il fondo come nel caso della Boldrini: da bambola gonfiabile ad altri insulti irripetibili!
Dagli alti scranni e da tutto l’arcipelago, maschile e femminile della Destra, silenzio!

Anzi no, risate con aggiunta di insulti dai fedeli accoliti del Capitano e della pasionaria Giorgina.
Si potrebbero aggiungere altri casi più recenti, come gli insulti alla ministra Teresa Bellanova, ma Lei Signor Presidente, avrà pur diritto a qualche distrazione!

O la ministra Lucia Azzolina, lei ridotta al suo rossetto, e tutto il suo lavoro ai banchi con le rotelle.

E che dire degli innominabili insulti che hanno accompagnato la signora Liliana Segre, dalla sua nomina a Senatrice alla vaccinazione!
Non si è vergognato, Signor Presidente, di avere concittadini così zozzoni dentro, privi di anima, di tutto, gonfi solo di odio e di imbecillità?
Signora Meloni
Lei, gentile signora Giorgina avrà speso una parola, una sola, per questa signora di 87 anni, vittima, da bambina, dell’imbecillità criminale nazista???
E del fatto che, a 87 anni, è stato necessario metterle la scorta per la sua sicurezza?
Da quale parrocchia proviene la schiera dei conigli che la insulta e minaccia?
E il suo amico, Capitano Verde, con rosari al polso e Madonnine da baciare, per prendere fiato, che dice? Lui li conosce quei valorosi?
Devo lasciare il Parlamento, questo sacro luogo di civiltà suprema, e viene il dubbio che ad essere messe sotto attacco, alla gogna siano soprattutto le donne di centro- sinistra. Ma, non ci fate caso, è solo una mia impressione.
Io sono di parte. Della parte sbagliata.
Andiamo, adesso, fuori dal Parlamento. Qui i casi sono così frequenti che si potrebbe scrivere un saggio sull’emergente becero maschilismo italiano (non riservato solo ai maschi, ma comprendente anche le donne).

Si potrebbe cominciare dal caso Carola Rackete che fu accolta da una folla invasata di gente d’ambosessi, con una vera alluvione di quegli insulti di cui la lingua italiana dispone in abbondanza per offendere ed oltraggiare una donna.
E poi i casi di alcune ragazze volontarie nel terzo mondo, rapite e poi restituite alle famiglie, (forse) pagando poco o molto. Non so.
Ragazze con la grave colpa di avere coltivato nella vita sogni diversi da quelli che la tv anestetizzata e pacificata di Mediaset (ma anche della RAI), propone ai ragazzi d’ambo i sessi.
Il mondo fatato della novella ninfa Calypso (quella che trasformò i compagni di Ulisse in porci acquietati), l’algida Maria De Filippi con le sue droghe: c’è posta per te, amici, grande fratello, e poi tutto quello che propone il gran serraglio della bella fattoria degli animali:
Non fatevi ammorbare dallo studio ragazze, fate le veline nel gineceo dei potenti, arriverete prima, avrete soldi e gioielli.
Ma Greta, Vanessa e Silvia avevano altro per la testa, sognavano di aiutare i bambini più sfortunati.
E partirono per la Siria. Da quelle parti non si scherzava. I terroristi dell’ISIS erano lì o nelle vicinanze. Greta, Vanessa e Silvia peccarono più che di ingenuità, di troppo amore! Ma tornarono alle loro famiglie, distrutte dal dolore e dall’attesa!
Furono accolte come mai mafiosi, delinquenti, magnacci, assassini potrebbero essere accolti.

Soprattutto l’ultima: Silvia Romano. Aveva commesso il grave crimine di convertirsi all’ Islam!
Ad accoglierla si radunò una canea invasata che lanciava insulti, ingiurie sessiste e razziste…
La polizia dovette far ali a questa ragazzina fino a casa, e una scorta rimase sotto casa per qualche settimana.
Che vergogna!
Lei, gentile Giorgina pensò di spegnere il furore e l’irruenza di quei facinorosi fratelli e sorelle d’Italia? Che erano tutti della nobile razza sua e dell’amico Capitano Verde, lo sa vero?

Un cenno (meriterebbero molto di più, perché sono vite perdute!) va fatto alle centinaia di donne affogate con i loro bambini (e i loro mariti, fratelli) nel Mediterraneo, sotto i nostri occhi, ormai abituati ad ogni orrore.
Signora Giorgina, le è capitato di leggere qualche commento del tipo:” Buon appetito ai pesci.”
Bene quelli sono suoi, cioè voti suoi e del suo amico di merendine, il Capitano.
Sono voti che – come i soldi – non puzzano mai, anche se grondano, lacrime, sangue e malaffare!
E voi in questi anni (decenni!), quei voti li avete cercati, coccolati, coltivati, nutriti con campagne di odio, di intolleranza contro i migranti, contro i più deboli.
Avete rovinato i nostri giovani che sono diventati violenti e bulli, aggrediscono immigrati e i compagni più deboli o gay.
Perché l’odio non lo puoi imbarcare, canalizzare e indirizzare contro i neri e i gay (ammesso che sia giusto farlo!!!), ma è come il Covid o peggio, varca i confini, si diffonde e si ritorce contro tutti, contro di lei, i figli contro i padri e le madri, forse capiterà anche a lei, la vita fa brutti scherzi, signora.
E lei che, solo due settimane fa, riteneva legittimo urlare al Presidente Conte: “Criminale”, adesso che è arrivato il suo turno, si ritrova basita. Siamo solo agli inizi, andrà sempre peggio.
Signor Presidente
Ci scusi, ma lei sa bene chi sono stati i maestri dell’odio e del veleno in questi anni.
Ha fatto bene a difendere Giorgina, ma non le consenta di farle fare la vittima.
Almeno Lei. In questo diluvio di ipocrisia.
Grazie !








