La C.G.I.L. (21 gennaio 2026):
La Legge Nordio non è una vera riforma della Giustizia.
Non migliora il servizio ai cittadini
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non riduce i tempi dei processi,
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non aumenta il personale e non regolarizza i precari,
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non rafforza le garanzie,
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non assicura la rieducazione del condannato né la certezza della pena.
È inutile, perché la separazione tra PM e giudici c’è già
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dopo la riforma Cartabia del 2022, le due funzioni sono separate: meno dell’1% dei magistrati passa dall’una all’altra.








Come semplice cittadino sono felice quando la corruzione viene scoperta. Vuol dire che gli anticorpi ci sono. Alla limitazione delle querele temerarie avrei votato SI!
Ma non al bavaglio di giudici zelanti o al giornalismo d’inchiesta.
Conosciamo tutti i limiti della Magistratura ma si può benissimo intervenire senza sfregiare la Costituzione.
Perché non lo si fa?
Questa è la domanda che gli indecisi dovrebbero porsi prima di andare a votare.
Da profano e persona che mai ha avuto a che fare con l’amministrazione della giustizia (premesse non da poco), ritengo che la Magistratura, come tutte le organizzazioni grandi e complesse, probabilmente è molto variegata, con persone più e meno affidabili. In questo senso, può avere dei limiti, tuttavia mi sembra che tre gradi di giudizio siano più che sufficienti a mettere al riparo da errori clamorosi, che pure ci saranno, ma sicuramente in percentuali basse. In più, molti interventi legislativi sono stati fatti, per lo più finalizzati a definire più rapidamente le singole posizioni (obiettivo pregevole), ma spesso attraverso strumenti discutibili, tipicamente la prescrizione (costo basso, resa clientelare e lobbistica elevata). Insomma, è evidente che questa riforma non serve a nulla rispetto all’efficienza della giustizia e nemmeno riguardo a questioni, come la separazione delle carriere, di per sè statisticamente insignificanti. Allora, perchè la si fa? A cosa serve davvero? Per questi motivi, voterò NO.
Ben detto, sarà fatto!